MARIA FEDERICA MAESTRI

Regista e artista visiva, trascorre l’infanzia a Roma e in diversi paesi stranieri, Turchia, Libia, Spagna. Dal 1970 vive e lavora a Parma, studia al D.A.M.S. di Bologna e nel 1985 fonda insieme a Francesco Pititto Lenz Rifrazioni, oggi Fondazione, formazione di ricerca rigorosa impegnata in un continuo lavoro di indagine sul linguaggio scenico.

Dal 1991 dirige i laboratori di Pratiche di Teatro, percorso formativo per l’apprendimento dei linguaggi scenici e Pratiche di Teatro Sociale, progettazione di percorsi di sensibilizzazione teatrale rivolti ad attori disabili. Dal 2000 conduce in stretta collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL di Parma un laboratorio permanente rivolto ad attori con sensibilità psichica, progetto vincitore nel 2007 del Premio nazionale ARETÊ del Ministero delle Comunicazioni per la migliore comunicazione responsabile nel teatro italiano.
 Nel 1999-2000 Ham-let e Ur-Faust vengono rappresentati in festival e rassegne internazionali tra cui il Festival del Teatro d’Europa del Piccolo di Milano e il Teatro Farnese di Parma.

Dal 2001 al 2006 un’intesa attività di tour all’estero dei più significativi allestimenti: nel 2002 Biancaneve viene selezionata per i Rencontres Franco-Italiennes de Théâtre et de Danse, poi in tournée nelle più importanti capitali europee. Nel 2004 La vita è sogno è al Festival del Teatro Classico di Almagro, il festival di teatro barocco più prestigioso di Spagna. Nel 2005 debutta Il Magico prodigioso da Calderón di nuovo al Festival di Almagro e a Burgos nel 2006. Nello stesso anno debutta ad Alméria Il Principe costante, nell’ambito del Festival internazionale XXIII Jornadas de teatro del Siglo de Oro.

Nel 2006 cura la regia e la scenografia de La Sirenetta – produzione inserita nelle Celebrazioni ufficiali mondiali di Andersen – e di Alta Sorveglianza da Genet. Dal 2007 il lavoro è caratterizzato da una più complessa e articolata azione installativa e visuale che porta l’artista a creare ambienti performativi e macro-installazioni in importanti complessi architettonici e monumentali. Nel 2007 cura la creazione Radical Change, riscrittura performativa contemporanea in dieci paragrafi ispirata alle Metamorfosi di Ovidio.

Nel 2008 realizza insieme a Francesco Pititto, che ne cura l’adattamento e l’impianto visuale, Consegnaci, bambina, i tuoi occhi un complesso allestimento scenico nella Reggia di Colorno, prima messinscena assoluta dell’opera La Ballata di Cappuccetto Rosso di García Lorca, musiche originali di Robin Rimbaud aka Scanner. Nel 2009 vengono realizzate La Grande Cicatrice ed Exilium, libere scritture dai Tristia di Ovidio. Con Dido (2010) residenza creativa al Centro Parrága di Murcia si conclude il progetto dedicato a Ovidio. Nel 2010 è invitata a Evora (Portogallo) in un importante seminario internazionale promosso dalla Quadriennale di Praga dal titolo On Curating Scenography Expanding 3 e sempre in quell’anno realizza la macro-installazione dell’Hamlet nella Rocca dei Rossi di San Secondo e nel 2011 nelle sale della Reggia di Colorno.

Nell’ambito del festival di musica contemporanea Traiettorie nel 2010 cura la creazione dello spazio scenico di Die Schachtel opera musicale di Franco Evangelisti eseguita dall’ensemble Prometeo diretto da Marco Angius, con la supervisione strumentale di Salvatore Sciarrino e la rielaborazione drammaturgico-visiva di Francesco Pititto. Nel 2011 la regia de L’Isola dei Cani. Alla fine del 2011 l’avvio di Aeneis, progetto biennale dedicato all’Eneide virgiliana di cui cura la creazione dello spazio scenico e la regia. Nel 2012 cura la mise-en-site, l’installazione e la regia di Hamlet al Teatro Farnese di Parma, evento eccezionale nel suo porsi tra innovazione culturale e sensibilità sociale, tra storia e contemporaneità, tra patrimonio dell’umanità e arte performativa. Sempre del 2012 Aeneis in Italia, seconda tappa dell’Eneide. Nel 2013 Pentesilea di Kleist e I Promessi riscuotono un grandissimo riscontro di pubblica e critica. Nel 2014 cura la regia di due opere: Hamlet Solo e La Gloria da D’Annunzio, sulla retorica del potere. Nel 2014 cura la regia di Adelchi, secondo lavoro di Lenz sulle opere manzoniane dopo il monumentale I Promessi Sposi. Cura la scenografia di Verdi Re Lear, commissione del Festival Verdi. Nel 2015 cura il progetto site specific Il Furioso, da Ariosto, realizzando grandi installazioni in complessi monumentali della provincia di Parma. Nel 2016 Kinder sulla persecuzione dei bambini ebrei e di nuovo commissionata dal Festival Verdi cura la regia e l’allestimento di Autodafé dal Don Carlo di Giuseppe Verdi nell’ex-carcere di San Francesco.

Nel 2017 Aktion T4, sull’eutanasia dei disabili durante il nazismo, e una serie di allestimenti in spazi non convenzionali: Questa Debole Forza presso il Museo Archeologico Nazionale, Purgatorio presso la crociera dell’ex Ospedale Vecchio di Parma e Paradiso, un pezzo sacro presso il Ponte Nord – commissione Festival Verdi 2017. Nel 2018 mette in scena Rosa Winkel sulla persecuzione degli omosessuali ed inizia il progetto triennale dedicato a Calderón de la Barca con la messa in scena in diversi spazi del Complesso Pilotta, de Il Grande Teatro del Mondo. Cura Verdi Macbeth, commissione Festival Verdi 2018. Nello stesso anno la messa in scena di Iphigenia in Aulide, da Euripide e Gluck e nel 2019 quella di Iphigenia in Tauride. Sempre nel 2019 cura La Vida es Sueño installazione realizzata nell’Ala Nord della Galleria Nazionale nel Complesso Monumentale della Pilotta.

Nel 2020 debutteranno i tre assoli Altro Stato, Flowers like stars?, e Hipógrifo violento nell’ambito del progetto Il Passato Imminente per Parma Capitale italiana della Cultura 2020, che a giugno si concluderà con La Vita è Sogno, grande dramma teologico – filosofico che andrà in scena negli spazi del Complesso Monumentale della Pilotta.