RC ALCYONE

PRENDI IL VOLO, RAGAZZA. VAI DA LUI E CON LUI PRENDI IL VOLO, RAGAZZA. ALLA FINE, FUORI DALLE ONDE DEL MARE. “ABBRACCIANDO QUELLE CARE MEMBRA CON LE SUE NUOVE ALI. VANAMENTE COL DURO BECCO LE COPRì DI FREDDI BACI”.

“Il sesto paragrafo di Radical Change, Alcyone_RC_06 (23 marzo) è interpretata dalla quarta icona di L.R., Chiara Bersani: Alcyone è la Moglie_Regina che soffre una doppia sofferenza. Il dolore reale del corpo e il dolore che si impossessa dei suoi sogni. Chiara ha un corpo addolorato in evidenza e in origine. Nella performance la malformazione di C.B. deve essere riformalizzata plasticamente perché la tragedia di Alcyone non si orgina nel dolore della nascita, come nella ‘Sirenetta’ anderseniana, di cui C.B. è stata sublime interprete. Alcyone acquista ed è conquistata da dolorosità psichica. Non sarà il suo corpo ad essere il centro di tensione formale, ma sarà il suo decostruttore psichico a rimodellare la forma del suo levarsi metamorfico.

La trasduzione ex-cedente della sua abnormalità psichica permetterà ad Alcyone/C.B. di diventare altro da sé – gabbiano – di riprodursi in volo e di ricrearsi amorosamente e definitivamente le condizioni di una nuova stirpe in-umana. Sarà un’alterazione di visioni e suonorità a ri-muovere i corpi metmorfici di Alcyone e Ceice”. Ceyx, re di Trachine in Tessaglia, è il marito di Alcyone. Un giorno parte per andare a consultare l’oracolo ma muore in mare durante una tempesta. Alcyone vede in sogno il marito e il giorno dopo ritrova il corpo su una spiaggia. La sua disperazione commuove gli dèi che trasformano entrambi in uccelli marini.

Storia di compassione e di un rapporto scenico fondato esclusivamente sulla condivisione di un dolore, un doppio sentirsi soffrire che oltrepassa la dimensione corporea per accedere a quella spirituale, la metamorfosi di Alcyone e Ceyx viene tradotta plasticamente da Maria Federica Maestri che ridefinisce lo spazio scenico modificando le tensioni lineari dei piani in plexiglas che si adagiano orizzontalmente, per costruire una dinamica basata sull’idea di curvatura e di cavità, richiami costanti al moto ondoso e al dondolìo ritmico del letto culla degli sposi.

Alcyone e Ceyx si addolorano l’uno per l’altro in una situazione performativa di grande riservatezza sentimentale che si scioglierà nel ricongiungimento finale all’interno dell’ovulo, con un’immersione dei loro corpi in piume bagnate: un’asta di legno, funzione espressiva del becco dei due sposi ormai trasformati in uccelli, ne permette il bacio e il ricongiungimento dell’unità del segmento ligneo ne rappresenta l’accoppiamento in una dimensione non più umana. Come la cenere della Fenice le piume di Alcyone diventano il nuovo corpo drammaturgico dei performer e ne definiscono l’identità plastica mutata.

ALCYONE

da Le Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone

creazione || Maria Federica Maestri | Francesco Pititto
traduzione | drammaturgia | imagoturgia || Francesco Pititto
installazione | involucri | elementi plastici || Maria Federica Maestri
musica || Andrea Azzali
regia suono || Maria Federica Maestri
performer || Chiara Bersani | Andrea Prete
cura progetto || Lisa Gilardino
disegno luci || Gianluca Bergamini | Andrea Morarelli