I PROMESSI SPOSI – videoinstallazione

LPAM Lenz Per Alessandro Manzoni – Dedica a 150 anni dalla morte

 

Videoinstallazione > dal 24 al 3 ottobre 2023

 

Live-set musicale di Andrea Azzali > 3 novembre 2023

 

Crine_Ermengarda Oratorio > dal 22 al 25 novembre 2023

 

SeminariO Contemporaneità della lingua manzoniana > 25 novembre

 

Ogni anno Lenz Fondazione dedica a un/una grande intellettuale/artista della cultura italiana un Progetto Speciale di rilettura dell’opera letteraria in chiave visuale e performativa. Con il progetto LLD Lenz Lecturae Dantis (2021) e con LPPP Lenz per Pier Paolo Pasolini (2022) Lenz ha attivato un percorso che intende riattualizzare il pensiero delle figure di riferimento della cultura italiana, e indagarne i riverberi e le influenze nella contemporaneità.
Due creazioni di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto dedicate nel 2023 ad Alessandro Manzoni a 150 anni dalla morte: la videoinstallazione I Promessi Sposi con le musiche di Andrea Azzali e la performance Crine, tratta dall’Adelchi e interpretata da Carlotta Spaggiari con live music di Roberto Bonati, entrambe site-specific nella Galleria San Ludovico a Parma.

 

 

I Promessi Sposi – videoinstallazione

dal 24 ottobre al 3 novembre h 16:00 – h 20:00 [chiuso domenica]
Galleria San Ludovico, Parma [map]

 

 

Finissage – Live-set – Andrea Azzali

3 novembre h 19:30
Galleria San Ludovico, Parma [map]

 

 

La chiesa sconsacrata istituisce uno spazio-tempo provvidenziale per la grande videoinstallazione de I Promessi Sposi, trasposizione fisico-digitale del romanzo storico manzoniano, opera fondativa della lingua italiana rigenerata con estremismo antiretorico da Lenz e interpretata nel 2013, da attori e attrici sensibili, ex lungodegenti psichici e persone con disabilità intellettiva, maturati in un percorso ultraventennale di ricerca teatrale unico in Europa per intensità e risultati espressivi.  
Uno “spettacolo totale” che “spiazza, scarnifica, emoziona”, dicono le parole del critico Fulvio Fulvi sull’Avvenire dopo il debutto originale, perché l’opera mostra come persone con disturbi mentali sappiano strappare dalla propria anima turbamenti profondi e paure per prestarli ai personaggi manzoniani. Personaggi che il critico Giuseppe Di Stefano sul Il Sole 24 Ore del 28 novembre 2013 definisce così: “Recitano senza filtri, tra verità e rappresentazione, aderendo al loro vissuto e alle loro emotività, controllata da parole recitate, “dette”, che fungono da griglia, creando contemporaneamente una distanza e una immedesimazione con i personaggi della storia. Storia di umili, di ultimi, di esclusi, di semplici. Come lo sono loro.”
 
 
La presa di possesso dei personaggi manzoniani da parte di questi “magnifici umili” diventa una contemporanea rivolta del pane e una ribellione all’oblìo. Il testo recitato è una composizione di frammenti originali, dissertazioni poetiche, rielaborazioni filtrate da memorie differenti, substrati di episodi di vita realmente vissuti o immaginati, concerto polifonico continuamente rientrante e di nuovo uscente nella corsia maestra del rimando testuale originario.
Una drammaturgia, quella de I Promessi Sposi, che Francesco Pititto definisce ‘libera’: “La moltiplicazione dei personaggi – due Lucia, tre monache di Monza (bambina-donna-vecchia) – la fusione schizofrenica con alterazione timbrica in un unico attore dell’Innominato e del Cardinale Borromeo, l’allegato arbitrario della morte di Don Rodrigo ripresa dal “Fermo e Lucia”, il tremore coreografico di Don Abbondio e il suo interrogarsi sull’amore fisico, sono alcuni dei passaggi metalinguistici più significativi concessi da una drammaturgia libera quanto un blank verse shakespeariano.”
 
 
L’estetica dell’immagine de I Promessi Sposi è come sempre in Lenz drammaturgia della materia, in questo caso il capolavoro della letteratura italiana è scomposto in ventiquattro quadri performativi e visuali installati all’interno di uno spazio-incubatrice: ogni stanza delimitata da pareti leggere e traslucide con immagini mobili, allungate, come in vetrate gotiche, ed il suono composto da musiche, voci e suoni che scorrono ovunque avvolgendo insieme interpreti e spettatori in un destino comune. “La visione dello spettatore è libera e itinerante nel “Paese delle Stanze Luminose” – spiega Maria Federica Maestri, compositrice dell’opera, autrice dell’installazione e dei costumi/involucri – con un invito a sostare sui giacigli dove agivano nella performance del 2013 gli attori e le attrici, a prenderne il posto in uno scambio simbolico di funzioni drammaturgiche e di ibridazioni esistenziali.
 
 
Il finissage della videoinstallazione è programmato per il 3 novembre alle ore 19:30 con il live electronics in forte congiunzione performativa con l’installazione, del sound designer e compositore Andrea Azzali, autore del disegno sonoro de I Promessi Sposi, dissoluzione e ricomposizione del “Requiem” che Giuseppe Verdi scrisse in omaggio ad Alessandro Manzoni, pochi giorni dopo il suo funerale. Nello specifico, il brano “Lacrymosa” viene ri-drammatizzato all’interno della drammaturgia de I Promessi Sposi generando differenti textures, da quelle più dense e magmatiche a quelle più rarefatte. Nel concerto live electronics, in collaborazione con Associazione Segnali di Vita | Il Rumore del Lutto, Azzali creerà ulteriori rielaborazioni sintetico-elettroniche del requiem verdiano, con innesti sonori del musicista Giorgio Cantadori.
 

 

Biglietteria:

Videoinstallazione >>

Ingresso gratuito

 

Concerto Live Set >>

Intero 12€ | Ridotto 8€ (under 30, student*, carta DOC, dipendenti AUSL)

 

 

Info e prenotazioni:

 

info@lenzfondazione.it | Telefono 0521 270141 | Whatsapp / Cellulare 335 6096220

 

 

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