FRANCESCA RUGGERINI – UNI VERS ELLE

«Ci vuole un atto di fiducia. Per credere alla voce. Per credere alla vera essenza. Per credere che siamo chiamati a, chiamati per, chiamati attraverso, chiamati nonostante. Ci vuole un atto di fede per essere fedeli».

Partendo dall’analisi della figura di Giovanna d’Arco si è indagato riflettendo sulla fusione di tre punti fondamentali: visione/ascolto/trasformazione.

Francesca Ruggerini si avvicina allo studio della danza contemporanea durante l’adolescenza, frequentando intensivamente corsi sotto la guida di diversi insegnanti, iniziando fin da subito ad integrare la ricerca partecipando a seminari con numerosi maestri italiani e internazionali. Si avvicina inoltre e approfondendole a diverse tecniche come floorwork, contact improvisation, Release Technique, teatro danza, Alexander Technique, Feldenkrais (attualmente iscritta al corso di formazione professionale presso Self Wise Feldenkrais a Parigi), Pilates, GYROKINESIS® (di cui diventa trainer certificata nel 2011). Inizia a lavorare nel 2004 come mimo danzatore per numerose produzioni liriche in Italia e all’estero le cui ultime, dal 2013, sotto la regia di Romeo Castellucci con il quale è impegnata ogni anno in nuove produzioni. Danza come freelance per diverse compagnie con vari coreografi tra i quali Monica Casadei (Artemis danza), Jean Guillaume Weis (Dance Theatre Luxembourg), Cindy Van Acker (Cie Greffe). Attrice di Teatro d’oggetti dal 2017, attiva nel tour internazionale con lo spettacolo “Pop Up” della compagnia I Sacchi di sabbia, produzione Teatro delle Briciole (PR). Nel 2018 inizia il primo progetto di ricerca autoriale “Uni Vers Elle”, prodotto da Lenz Fondazione, con il sostegno di C&C Company e Le Facteur. Un altro progetto iniziato nel 2018 la vede collaborare con la danzatrice/autrice Giovanna Rovedo nella ricerca “Playing the Landscape”, un percorso di danza/esplorazione/condivisione nei luoghi di montagna. Attualmente ingaggiata nella nuova produzione di Alessandro Carboni “Context” che debutterà a Kilowatt Festival nel luglio 2020.

 

“Giovanna sei in grazia di Dio?”
“Se non ci sono Dio mi ci metta. Se ci sono Dio mi ci mantenga”

Perché Giovanna?
Perché sente una voce e l’ascolta. Non ascolta quello che dicono suo padre e sua madre. Non ascolta quello che dicono le figure religiose che la interrogano senza sosta. Non ascolta nemmeno il suo re.
Ascolta una voce. Di questa voce sa due cose: viene da dentro e produce un suono.
Di chi è? Di Dio.
Questo è quello che lei crede. Questo è quello che muove i suoi passi.
Da adolescente, piccola donna, bambina, a guerriero al comando di un’armata.
Un guerriero con sembianze maschili, perché la guerra si fa così. Con la spada e con lo scudo.
Lei, la sua armatura, due spalle che devono sostenere tutta la responsabilità di questo mondo.
Giovanna che si salva da sola, Giovanna che salva tutti.
Come se si potesse. Come se ci si potesse accollare il fardello di tutto.
Giovanna che bruciava, l’han bruciata.
È diventata lei il fardello a un certo punto.

Perché Giovanna?
Perché traslando la sua storia, cercando un parallelismo, c’è, esiste una voce che parla a tutte le Giovanna di questo mondo.
E non è quella della madre, del padre, del prete, dell’amico, dell’amante, della società tutta.
La voce che parla, quando parla, è forse il divino che è in ognuno di noi.
È forse il creativo che si manifesta.
È l’io selvaggio che svela l’essenza reale, la pasta di cui si è fatti.
Questa voce deve essere scelta.
Questa voce o la si ascolta o la si fa tacere.
Questa voce brucia.
Questa voce spinge, preme, urla.

Ci vuole un atto di fiducia. Per credere alla voce. Per credere alla vera essenza. Per credere che siamo chiamati a, chiamati per, chiamati attraverso, chiamati nonostante.
Ci vuole un atto di fede per essersi fedeli.

Lei, Giovanna, neanche per sogno l’ha fatta tacere quella voce.
Ci sarebbe morta, piuttosto.
C’ è morta, infatti.

Essersi fedeli.
Non un po’, a volte, se capita.
Darsi credito.
Riconoscersi.
Essere in grazia.
Come Giovanna.

da La Nuova coscienza di Maria Maddalena di Adele Venneri
Di e con | Francesca Ruggerini
Musiche | Mauro Casappa
Progetto video | Oscar Accorsi
Assistente alla coreografia | Xavier Perez
Assistente alla drammaturgia | Xavier Perez, Patrizia Dall’Argine
Sostegno | C&C Company e Le Facteur
Residenze | La Ménagerie de Verre, L’Impasse Studio, UOT/Teatro alla Corte
Produzione | Lenz Fondazione
Durata | 30 minuti

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