OPERA SULL’OPERA

OPERA SULL’OPERA_ogni uomo è un artista
Un’esperienza di engagement digitale

L’accessibilità museale è oggi un tema molto dibattuto, che deve tenere conto di differenti aspetti della fruibilità e dell’eterogeneità del pubblico dei musei, con le relative diversità in bisogni e soddisfazione.

Gli interventi in direzione di un miglioramento implicano un cambiamento di atteggiamento, con l’acquisizione di un punto di vista che possa andare incontro alle diversità, puntando soprattutto alla trasformazione del ruolo del fruitore del museo da recettore passivo di conoscenze ad attivo creatore delle stesse, tramite iniziative che coniughino salute e benessere con attività museali.

A partire da queste premesse, la proposta progettuale di Lenz Fondazione, rivolta a tutti ma finalizzata al riavvicinamento di persone solitamente escluse dalla fruizione museale (disabili intellettivi – psichici – motori, disabili sensoriali, non parlanti italiano, bambini, anziani) vuole introdurre nella visita al museo sessioni di touch painting (creazione di una propria opera sull’opera esposta attraverso l’interposizione di uno schermo trasparente che permetta, tramite il tocco ed in modalità interattiva, di disegnare creando un nuovo manufatto artistico digitale), con successiva creazione di un Museo Digitale di Art Brut “Opera sull’Opera” ed esposizione pubblica annuale.

Il percorso si prefigge di riconfigurare il museo come contesto di accoglienza e di co-costruzione di nuove forme di conoscenza, relazioni e pratiche sociali, aperto ed in ascolto della collettività.

DINAMICA MUSEALE < AZIONI CREATIVE < OPERA SULL’OPERA

LA LEZIONE DI JOSEPH BEUYS < OGNI UOMO È UN ARTISTA

La creatività è una caratteristica di tutti gli esseri umani e non una prerogativa di chi si definisce artista. L’arte è l’unica forza veramente rivoluzionaria, che permette attraverso la creatività e la libertà di fare della vita una un’opera vivente.

DESCRIZIONE SINTETICA MODALITÀ DI REALIZZAZIONE

Schermo interattivo trasparente – ad altezza modificabile sulla base delle necessità del fruitore – posizionato davanti ad un quadro (opera pittorica/scultura/installazione di qualsiasi periodo storico) movibile all’interno dello stesso museo o attraverso musei differenti – per il touch painting – opera sull’opera – sul quale le persone con sensibilità di vario tipo, possano rielaborare l’immagine pittorica con il semplice tocco di qualsiasi parte del corpo e produrre nuove opere per un archivio Art Brut contemporaneo a partire dal quale realizzare una mostra annuale.

Un tutor – facilitatore appositamente formato seguirà i processi creativi e l’archiviazione delle immagini.

La collezione delle immagini sarà disponibile su un sito ad hoc che andrà a comporre un Museo Digitale di Art Brut “Opera sull’Opera”, connesso ai siti di tutti i musei dell’Emilia-Romagna che partecipano al progetto, e scaricabile in pdf.

Annualmente il Direttore del museo che partecipa al progetto curerà la selezione delle ri-opere create dai fruitori e promuoverà una mostra che raccoglierà una collezione delle opere più interessanti.

I visitatori della mostra potranno segnalare tramite scheda di gradimento la ri-opera preferita.

L’autore più votato riceverà una menzione.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Il progetto si propone come plusvalore formativo e creativo all’interno di una struttura museale che vuole essere dinamica e aperta alla sperimentazione artistica e sociale.

Molte opere conservate nei musei sono state create con un impeto innovativo nei diversi campi dell’arte, così la pratica artistica diretta e attiva può riportare le opere nel tempo presente e farle rinascere attraverso le rifrazioni gestuali di persone con differente sensibilità psichica, intellettiva, fisica, o provenienti da altri contesti linguistici e culturali.

Realizzando questo progetto il patrimonio museale diventerebbe dinamico e interattivo: le azioni creative istantanee, dirette, senza mediazione, istintive, arricchirebbero di nuove tracce le opere presenti nel percorso espositivo creando un ponte linguistico tra le visioni immaginifiche storicizzate e il gesto estetico di soggetti normalmente esclusi dalle pratiche artistiche.

Un ulteriore elemento innovativo di questo progetto è la necessità di ‘fare memoria’, di conservare le tracce lasciate dai visitatori/agenti artistici, istituendole come opere ibride in cui si sospende e si riconduce all’unità l’antagonismo tra oggetto artistico e soggetto/fruitore. Inoltre, la ri-opera rimarrà nella memoria dell’artista/fruitore sia nella forma originaria sia nella nuova forma riprodotta. Molto spesso la fruizione nei musei e gallerie avviene troppo velocemente, insieme ad una moltitudine di altre opere e a grandi quantità di visitatori, con la ri-opera anche l’opera originaria rimarrà fissata nella memoria dello spettatore/artista in ogni sua componente estetica e formale.

Presenza e appropriazione: l’opera sull’opera è concava e convessa, cerca di essere contemplata ma vuole essere penetrata, cerca di essere guardata dal di fuori ma non vuole essere esclusa dal di dentro.

info > Elena Sorbi 0521 270141 elena.sorbi@lenzfondazione.it

 

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