FOLKS TALES

MARTEDÌ 19 OTTOBRE h 22

GLORIA DORLIGUZZO
FOLK TALES | 30’
Lenz Teatro | Sala Est_h22

Folk Tales allestisce un campo di battaglia che riflette sui concetti di opposizione e conflitto. I confini identitari fra me el’altro vengono ridefiniti, messi in crisi: secondo l’etimo “decisione”. La dimensione di duello non assume come intento quello di stabilire la superiorità di un potere sull’altro, bensì quello di indagare come dinamiche e regole a esso interne diano vita a diverse forme e combinazioni. L’indagine si sposta sul potere generativo che l’incontro ha. I due performer disegnano così lo spazio, avviando delle partiture coreografiche in funzione a dove sulla scacchiera avviene l’incontro. Il rapporto tra i due performer è strutturato su di una costante tensione che non porta mai al compimento dello scontro in favore di una continua ricerca di possibilità. Così l’avvicendarsi di elementi coreografici trova una configurazione sempre diversa rinnovando l’ascolto e la disponibilità come pratiche.

Nel 1722 De Moivre, matematico interessato allo studio della probabilità e giocatore di scacchi, trovò una sequenza di mosse che permette alla pedina del cavallo di visitare tutta la scacchiera, passando in tutte le caselle una volta e una volta sola.

Il cavallo è una figura peculiare, simbolo di ogni dualismo e dell’eterna alleanza degli opposti; concetti rielaborati nei costumi, uno bianco e uno nero, effigi che invitano sin da subito alla percezione di una divisione.

Questa follia, la passeggiata del cavallo non belligerante, viene assunta dalla coreografia come una traiettoria da seguire, inesorabile, atta a esaurire lo spazio entro cui la partita avviene.
I due performer disegnano così lo spazio, ma sottostanno a delle regole: ogni qual volta arrivano a incrociarsi avviano delle figure coreografiche, delle partiture prestabilite in funzione di dove sulla scacchiera avviene l’incontro.

Queste figure, che interrompono il tragitto, aprono immaginari bellici non violenti e meditazioni sulla preparazione interiore alla battaglia. Il rapporto tra i due performer è strutturato su di una tensione mantenuta in costante essere, che non porta mai al compimento dello scontro ma indaga ed esplora le possibilità di rapporto che questo apre.

Senza vincitori e sconfitti, sono gli inchini, i disarcionamenti, le cadute, le ritirate e le trappole i soggetti che ne emergono.

Lo svolgimento di questo percorso univoco si svela essere un’indagine sulla percezione del tempo. La missione è sempre la stessa, la strada invariata, ma il tempo in cui viene esaurita è immancabilmente diverso. Così l’avvicendarsi di elementi coreografici trova una configurazione sempre diversa, che richiede ai performer il continuo rinnovamento dell’ascolto e della disponibilità.

Ulteriore simbolo di questo paesaggio, i performer indossano ambedue degli elmi dalla lunga criniera. Gli archi che questa disegna enfatizzano i fendenti e le torri in fiamme, donando plasticità alle soste, quasi che vediamo l’avatar di un videogioco che aspetta di essere scelto.

GLORIA DORLIGUZZO
FOLK TALES | 30’

CoreografiaGloria Dorliguzzo
Interpreti | Gloria Dorliguzzo, Francesca Ugolini
LuciAndrea Sanson
SuonoRiccardo Santalucia

Con il sostegno di
Teatro Comandini – Societas, Fattoria Vittadini, Live Arts Cultures C32