IPHIGENIA IN TAURIDE

IPHIGENIA
Progetto Biennale 2018-2019
dittico scenico musicale sul sacrificio delle innocenti

2018   IPHIGENIA IN AULIDE
Ah! quʼil est doux, mais quʼil est difficile
Ah! è dolce, ma difficile

da Euripide e Gluck < Creazione M.F. Maestri e F. Pititto

2019   IPHIGENIA IN TAURIDE
Ich bin stumm
Io sono muta
da Goethe e Gluck < Creazione M.F. Maestri e F. Pititto
in collaborazione con Conservatorio di Musica A. Boito

 

Dal 22 al 30 marzo 2019

22 marzo h 21 DEBUTTO

23 marzo h 18

25, 26, 27, 28, 29, 30 marzo h 21

Lenz Teatro – Sala Majakovskij – Habitat Pubblico 2019

 

In questo nuovo processo creativo – secondo capitolo del dittico dedicato al mito di Iphigenia -l’installazione scenica e la regia curate da Maria Federica Maestri e l’imagoturgia di Francesco Pititto saranno ispirate alla storica azione di Joseph Beuys Titus-Iphigenia del 1969.

Sull’altare organico denso e metamorfico – in reale decomposizione materica – non sarà compiuto alcun sacrificio, non sarà immolata nessuna vittima, ma si assisterà alla rinascita animale di Iphigenia e il suo ritorno ad una nuova patria-natura libera da vincoli sociali e religiosi.

Ad interpretare Iphigenia in Tauride. Io sono muta sarà Monica Barone, danzatrice dotata di una sensibilità performativa maturata nel rapporto con la propria specificità fisica: Monica nasce con una grave malformazione al volto, condizione che nonostante i numerosi interventi chirurgici a cui viene sottoposta non le impedisce di coltivare e praticare con passione i linguaggi della danza contemporanea e della fotografia. Recentemente interprete di Beatrice nella grande installazione site-specific Paradiso. Un Pezzo Sacro di Lenz (2017), sarà accompagnata per la parte musicale dell’omonima opera di Gluck da un giovane cantante del Conservatorio Arrigo Boito di Parma.

 

In questo nuovo processo creativo – secondo capitolo del dittico dedicato al mito di Iphigenia -l’installazione scenica e la regia curate da Maria Federica Maestri e l’imagoturgia di Francesco Pititto saranno ispirate alla storica azione di Joseph Beuys Titus-Iphigenia del 1969.

Sull’altare organico denso e metamorfico – in reale decomposizione materica – non sarà compiuto alcun sacrificio, non sarà immolata nessuna vittima, ma si assisterà alla rinascita animale di Iphigenia e il suo ritorno ad una nuova patria-natura libera da vincoli sociali e religiosi.

Ad interpretare Iphigenia in Tauride. Io sono muta sarà Monica Barone, danzatrice dotata di una sensibilità performativa maturata nel rapporto con la propria specificità fisica: Monica nasce con una grave malformazione al volto, condizione che nonostante i numerosi interventi chirurgici a cui viene sottoposta non le impedisce di coltivare e praticare con passione i linguaggi della danza contemporanea e della fotografia. Recentemente interprete di Beatrice nella grande installazione site-specific Paradiso. Un Pezzo Sacro di Lenz (2017), sarà accompagnata per la parte musicale dell’omonima opera di Gluck da un giovane cantante del Conservatorio Arrigo Boito di Parma.

Note biografiche

Lenz Fondazione | Maria Federica Maestri e Francesco Pititto

La storia artistica di Lenz è un incessante lavoro di indagine sul linguaggio contemporaneo. Nella prima fase del proprio percorso creativo, Maria Federica Maestri e Francesco Pititto hanno attraversato le drammaturgie portanti della cultura occidentale, ritrascrivendone le pulsioni poetiche in azioni contemporanee. In una fase più recente, gli artisti hanno messo al centro della propria poetica la ricerca visiva e plastica. L’azione performativa si incunea tra la scrittura per immagini e la creazione plastica dello spazio, che non ha più i limiti funzionali della scena ma tende ad essere un’installazione artistica vera e propria. La densità del lavoro performativo è simmetrica all’intensità, eccezionalità degli interpreti: non solo attori, ma reagenti artistici del testo creativo. Rimangono anche in questa fase recente, riferimenti a nuclei drammaturgici monumentali, ma vengono utilizzati come dispositivi grammaticali e non sintattici, non sottendono la forma della composizione.

Büchner, Hölderlin, Lenz, Kleist, Rilke, Dostoevskij, Majakovskij, Shakespeare, Goethe, Grimm, Andersen, Calderón de la Barca, Genet, Lorca, Bacchini, Ovidio, Virgilio, Manzoni, d’Annunzio, Ariosto, Dante, Euripide, Eschilo, Verdi, Gluck: questi gli autori che hanno segnato i progetti monografici e pluriennali di Lenz a partire dal 1985. Le recenti creazioni performative contemporanee sono il risultato artistico di un approfondito lavoro di ricerca visiva, filmica, spaziale, drammaturgica e sonora.

In una convergenza estetica tra fedeltà esegetica alla parola del testo, radicalità visiva della creazione filmica, originalità ed estremismo concettuale dell’installazione artistica, l’opera di Lenz riscrive in segniche visionarie tensioni filosofiche e inquietudini estetiche della contemporaneità.

Traduzione, riscrittura drammaturgica, imagoturgia delle opere sono di Francesco Pititto, che ne cura la regia insieme a Maria Federica Maestri. Le installazioni sceniche e i costumi sono realizzati da Maria Federica Maestri, segnalata dalla critica per il suo lavoro di “drammaturgia della materia”, per il sistema di segni visivi che costituiscono il suo personalissimo “design-acted”. Le musiche originali sono di Andrea Azzali, musicista sperimentatore di elaborazioni e composizioni elettroniche, artista residente e docente di sound design.

Monica Barone

Nasce a Caracas (Venezuela) nel 1972. Diplomata all’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma (oggi Liceo d’Arte) e diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 2006, esordisce a Milano nel 2000 come artista visiva alla Contemporary Art Fair con una serie d’immagini fotografiche incluse nella personale Il Corno d’Argento a cura di Luciano Inga Pin (2000) e, successivamente, di nuovo in mostra in una personale inserita nel progetto Artintype a cura di arti grafiche Martintype, realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera. Gli stessi lavori sono pubblicati sul Corriere della Sera, Fotografia la forza dell’anticonformismo (ottobre 2000) e sulla rivista Ballettanz (Berlino, agosto-settembre 2004).

In particolare con Laura Banfi e Nadia Pedrazzini inizia a lavorare al progetto per lo spettacolo Sull’ammore (2012). È interprete delle performance Lei (2012) e di varie performance estemporanee di contact improvisation (2013). Partecipa, autonomamente, al progetto ACT#1 (Roma Fashion Week, 2006). Collabora con il C.I.M.D. (Centro Internazionale di Movimento e Danza) nella promozione di laboratori nelle scuole (2010-11). Recentemente ha partecipato allo spettacolo Paradiso. Un Pezzo Sacro di Lenz Fondazione, da Giuseppe Verdi e Dante Alighieri, installazione site-specific, commissione speciale del Festival Verdi di Parma, per la regia di Maria Federica Maestri e la drammaturgia e imagoturgia di Francesco Pititto (2017).

Formazione. Dal 1988 al 1994 studia teatro danza con Lucia Perego, Thierry Parmentier, Michele Abbondanza, Antonella Bertoni, Roberto Castello, Giorgio Rossi, Larrio Ekson ma soprattutto, dal 1998 al 2005, contact improvisation con Gabriela Morales, Jess Curtis, Lisa Nelson, Daniel Lephkoff, contact art con Laura Banfi, Nadia Pedrazzini, Roberto Lun. Preludio alla contact improvisation è il percorso di studi con Luisa Casiraghi (1993-1996), attraverso il quale conosce un approccio alla danza focalizzato sulla persona-danzatore considerata nella sua totalità fisico-mentale-emotiva, unitamente ad un lavoro di terra dinamico e fluido (D.S.T. Dinamic Stick Technique, tecnica di danza con inclusi elementi di aikido). L’esperienza di movimento naturale prosegue nella contact improvisation e nello studio dei linguaggi da essa derivati, come la Danceability (tecnica di performance in improvvisazione praticata da abili e disabili, che studia con Laura Banfi e Alito Alessi dal 2001 al 2002). In seguito studia danza contemporanea con Tino Schepis e, più recentemente, con Monica Bianchi. Dal 2012 pratica yoga e meditazione con Nicoletta Ronconi.

IPHIGENIA IN TAURIDE
Ich bin stumm (Io sono muta)

Da Johann Wolfgang Goethe e Christoph Willibald Gluck

Testo e imagoturgia | Francesco Pititto
Installazione, regia, costumi | Maria Federica Maestri
Interpreti | Monica Barone e un cantante del Conservatorio di Musica A. Boito di Parma
Rielaborazioni sonore | Andrea Azzali
Notazioni coreografiche | Davide Rocchi
Cura tecnica | Alice Scartapacchio
Cura | Elena Sorbi
Organizzazione | Ilaria Stocchi, Loredana Scianna
Ufficio stampa e comunicazione | Michele Pascarella
Ufficio stampa media | Stefano Cacciani
Assistente | Marco Cavellini
Produzione | Lenz Fondazione
in collaborazione con Conservatorio di Musica A. Boito di Parma