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Teste


Over Marisa Merz


In continuità con il lavoro di trascrizione performativa su Gina Pane - Over Gina Pane_4 Azioni Sentimentali - presentato nel 2024 nell’ambito della mostra sui Capolavori delle collezioni private di Parma, Maria Federica Maestri e Francesco Pititto intendono realizzare un progetto triennale ispirato al pensiero creativo di alcune artiste visive che hanno segnato l’identità artistica di Lenz Fondazione: Leonora Carrington (2025), Marisa Merz (2026_100 anni dalla nascita), Louise Bourgeois (2027).

Il progetto

OverBelovedFemaleArtists


  • Gina Pane_4 Azioni Sentimentali ~> 2024
  • Leonora Carrington_Distrazioni ~> 2025
  • Marisa Merz_Teste ~> 2026
  • Louise Bourgeois_Mamme ~> 2027



I progetti di Lenz Fondazione sono pluriennali e tematici: la guida per il triennio 2025_2027 è il nostro Atlante sulla Violenza, un’indagine drammaturgica che attraversa le letterature dell’epos, l’Iliade come mappatura originaria per una visione contemporanea della violenza e della sopraffazione, le trascrizioni degli scritti filosofici di Simone Weil e Hannah Arendt, le nuove cartografie del pensiero post-umanista per il superamento dell’antropocentrismo culturale, le traduzioni performative delle letture ecofemministe e antispeciste di Donna Haraway, per giungere a una contaminazione fra generi e spazi, pulsazioni poetiche e critica politica in una dinamica creativa che denuda le tradizioni, le spoglia dell’opacità del passato per trasferirle in esperienze estetiche che interrogano il presente.


In questo Atlante di Lenz occupa un posto molto significativo il progetto dal titolo Over Beloved Female Artists dedicato ad alcune artiste che hanno segnato profondamente la nostra poetica: Gina Pane, Leonora Carrington, Marisa Merz, Louise Bourgeois.


Nel terzo anno del progetto Over Beloved Female Artists il pensiero agito, installato, vocalizzato trae ispirazione dall’opera di Marisa Merz, di cui quest’anno ricorre il centenario dalla nascita. Marisa Merz è stata un’importante esponente della corrente dell’arte povera, delicata e anti-monumentale.

Nel nostro processo creativo la sua ricerca è considerata/percepita come un testo_mondo, una voce sensibile da interrogare, una porta espressiva attraverso la quale accedere alle stanze ignote dell’esistenza.

Introduzione


_______Attraversare______L'Opera di Marisa Merz e Antonello da Messina


Azioni segrete _ Mimesi _ Sentinelle _ Zona prossima all’invisibilità _ Ostacoli _ La rete _ Cospirazione

Chiavi esfiltrate da Luciana Rogozinski,

“La Position Crepusculaire. Notes sur L’art Italien d’aujourd’ hui”, Parachute N. 34, 1984.


Teste è una trasfigurazione simbolica dell’opera di Marisa Merz, agíta e vocalizzata negli strappi e nelle lacerazioni sonore dello Stabat Mater vivaldiano, in una relazione non descrivente ma simbiotica con il suo corpus poetico e con le opere di Antonello da Messina. “L’Annunciata di Palermo” e le tre “Crocifissioni” – di Londra, Bucarest, Anversa – sono nebulizzate nella fisica emotiva e disperse in tracce cromatiche e materiche.


Le azioni performative sono inanellate concettualmente da filamenti verbali esfiltrati dalle scritture della filosofa post-umanista Orsola Rignani, mentre le rifrazioni critiche di Luciana Rogozinski ci guidano nella lettura dell’opera di Marisa Merz e nella costruzione del recinto creativo.


L’installazione è dinamizzata dalle pulsioni biografiche e dalle transizioni performative di Tiziana Cappella, C.L. Grugher, Lorenzo Marchi, Sandra Soncini e Carlotta Spaggiari.




_______Imperfetto


Indicativo_progressivo_continuo_abituale_narrativo_prospettico_ipotetico_modale_diacronico


Stabat Mater dolorósa iuxta crucem lacrimósa, dum pendébat Fílius.

Stava la Madre addolorata in lacrime presso la croce, mentre pendeva il Figlio.




_______Intenzioni


__FONDERSI_azioni segrete


Trasformare lo spazio in una veduta intima, segreta, scivolando dentro le immagini della pittura italiana evocate da Marisa Merz, per fondersi e dare forma ad un paesaggio performativo abitato da creature femminee, assorte, sgomente, inquiete, in lotta. Presenze cristallizzate nel tempo come la Vergine all’annuncio dell’angelo di Antonello da Messina.


Unirsi nel rispecchiamento miracoloso ai santi cefalofori, che dopo la decapitazione continuano a camminare reggendo la propria testa fra le mani, come San Dionigi, o alle bambine diencefaliche come le sorelline Abigail e Brittany Hensel, che pur condividendo buona parte degli organi al di sotto dell’ombelico hanno colonne vertebrali e midolli ben separati.

Evocare l’immagine degli animali bicefali o tricefali, tartarughe, lucertole, squali, serpenti che hanno nutrito le mitologie dell’antichità e hanno dato corpo alla raffigurazione delle divinità e dei demoni induisti, insieme ai draghi, alle chimere, ai giganti delle tradizioni folkloristiche dell’Europa orientale, della mitologia norrena e di quelle mesoamericane.



__MANIFESTARE_mimesi


Le teste_calotte riemergono in superficie come materia viva, rigenerate da una nuova pelle materica, cerosa, biancastra e manifestano nella loro bellezza essenziale e indefinita una natura umana in divenire, metamorfica e ostinatamente capace di sopravvivere alla distruzione fisica e morale in atto.


Una concatenazione di corpi, una cantilena di vite, una liturgia di esistenze di cui rimangono tracce persistenti nei teschi, residui di teste amate, memorie scarnificate di bocche e occhi sussultanti. L’evidenza fragile, disarmata e disarmante delle teste si rivela come forma silenziosa di resistenza alla violenza, come persistenza oltre il tempo.


__MOLTIPLICARE_sentinelle


Cercare la verità del soggetto nella moltiplicazione delle sue rappresentazioni, delle sue estensioni corporee. I molteplici volti che Marisa Merz ha modellato in cera, argilla o gesso, ricoperti di pigmenti, foglia d’oro e lamina di rame, o costantemente disegnati su ogni tipo di superficie, possiedono un potere profondo, un’identità nascosta che può essere rifratta nelle fisionomie commoventi dei soggetti performanti: un ‘noi’ fisico intenerito e riconoscente nonostante la durezza e la brutalità del presente.


Le coesistenze creaturali diverse per età, tracciato biografico, motilità psichica, sostanza materiale - soggetti viventi e non viventi, materie umane e materie mute – sono collegate dal comune desiderio di ricomprendersi, ridefinirsi in un organismo artistico multicellulare semplice, di tentarsi porifere, portatrici di pori, presenze_spugne che si nutrono sentimentalmente per filtrazione attraverso la propria superficie cutanea porosa e umida.



__VEDERE_zona prossima all’invisibilità


Come ha scritto Marisa Merz_è ‘a occhi chiusi’ che si vede meglio, così noi cercheremo di esplorare il suo mondo smaterializzando la nostra possanza, cercando di essere insieme vicini e distanti, delicati e taglienti, silenziosi e rumorosi, analitici e passionali, in un’instancabile ripetizione di soggetto, forma e gesto, declinati nello ‘Stabat’ corporeo e poetico, condizione continua e progressiva di fronte allo srotolarsi della vita.



__TRASCRIVERE_ostacoli


Trascritture biologiche delle nostre esistenze in un vuoto-pieno di oggetti disfunzionali, la cui presenza installativa è puramente emozionale e coloristica, eco degli elementi cromatici della Vergine di Palermo di Antonello da Messina; gli oggetti sono presenti nello spazio per rivelare uno stato interiore, uno ‘Stabat’ originario, femminile, primordiale, pre-razionale, oppositivo, sapiente di verità e stupore.




Crediti

Esfiltrazioni drammaturgiche dal Diario Trans-temporale su una testa

Scrittura filosofica_Orsola Rignani

Composizione performativa, installazione, costumi_Maria Federica Maestri

Innervazioni critiche_Luciana Rogozinski

Rifrazioni visive_Francesco Pititto

Performer_Tiziana Cappella, C.L. Grugher, Lorenzo Marchi, Carlotta Spaggiari, Sandra Soncini

Musica_Antonio Vivaldi

Disegno luci_Alice Scartapacchio

Responsabile di produzione_Giulia Mangini

Cura Elena Sorbi

Organizzazione Ilaria Stocchi

Cura grafica, diffusione Alessandro Conti

Comunicazione, ufficio stampa Giovanna Pavesi

Produzione Lenz Fondazione

Durata_40 minuti


Si ringrazia Fondazione Merz


Con il sostegno di:

Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma


Première 11 marzo 2026

Media

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Biglietteria

Intero 12 €

Ridotto studentə / insegnante / dipendente AUSL / under 30 8 €

Ridotto Università di Parma 6 €

Riduzione per assistere ai due spettacoli La scimmia di Dio e Teste 16 €

Riduzione speciale (riservata a studentə UNIPR e studentə Istituto Toschi) per assistere ai due spettacoli La scimmia di Dio e Teste 4 €

Volontari della cultura: ingresso omaggio a n.2 spettacoli a scelta all'interno della stagione 2026 presso Lenz Teatro


Info e prenotazioni: tel. 0521 270141 | whatsapp 335 6096220 | mail info@lenzfondazione.it

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