Il Progetto Permanente sulla Resistenza e l’Olocausto di Lenz Fondazione prevede in occasione delle Celebrazioni per il 25 Aprile 2026 un’installazione site-specific all’interno della Sala del Consiglio Comunale di Parma dal titolo Il Castello, installazione visuale e sonora sul programma di eutanasia delle persone con disabilità, già indagato poeticamente da Lenz nello spettacolo Aktion T4, creazione del 2017.
A partire dalla sua costituzione nel 2015, come cifra identitaria della futura progettualità artistica, culturale e politica, Lenz Fondazione ha reso permanente il suo storico progetto di ricerca drammaturgica intorno ai temi della Resistenza e dell’Olocausto iniziato nel 1990. Realizzato con la consulenza storico-scientifica dell’Istituto Storico della Resistenza e della Storia Contemporanea il progetto viene configurato come attività di studio performativo permanente.
Nel triennio 2022-2024 l’indagine artistica di Lenz si è concentrata sul ruolo e le biografie delle Donne Partigiane della Resistenza parmense ed in particolare è stato dedicato alle ‘Piccine’, le giovanissime partigiane, poco più che adolescenti durante gli anni della Resistenza, di cui la ricerca storica è riuscita a recuperare/conservare solo esili tracce documentarie. Nel 2024 in occasione delle Celebrazioni del 25 Aprile, Maria Federica Maestri e Francesco Pititto hanno curato la macro-installazione Piccine all’interno della Sala del Consiglio Comunale di Parma.
Nel triennio 2025-2027 il progetto permanente sulla Resistenza dal titolo Rami e Radiazioni avrà una nuova espansione concettuale, non limitandosi alla traduzione artistica della memoria storica della Resistenza, ma allargando le trascrizioni performative alle propulsioni irradianti i principi che originano la lotta contro i nazifascismi.
Nuove declinazioni spaziali nei luoghi simbolo della democrazia e dell’antifascismo della città di Parma.
2025 ~> BRUNO LONGHI_LE SORELLE
Installazione visuale e sonora a cura di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto sulle sorelle di Bruno Longhi, vittima della Gestapo e figura centrale della Resistenza parmigiana. Site-specific per la Sala Consiliare del Comune di Parma
2026 ~> IL CASTELLO_AKTION T4
Installazione visuale e sonora a cura di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto sul progetto nazista di eutanasia delle persone con disabilità.
Site-specific per la Sala Consiliare del Comune di Parma
2027 ~> TRIANGOLO ROSA_OMOCAUSTO
Installazione visuale e sonora a cura di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto sull’omocausto nei lager nazisti.
Site-specific per la Sala Consiliare del Comune di Parma
Nel 2026, Lenz Fondazione intende promuovere giornate di studio, workshop e seminari di formazione transdisciplinari tra cui riflessioni con sguardi plurali sulle Le estetiche dell’Arte non Serena (Resistenza_Olocausto). In collaborazione con Fabrizia Dalcò e ISREC.
Di seguito, è possibile consultare le creazioni performative contemporanee, i seminari, e le giornate di riflessione pubblica, dedicati ai temi della Resistenza e della tragedia europea durante le dittature nazi-fasciste, realizzate dal 1990 ad oggi da Lenz Fondazione:
1990 ★ VIALE SAN MICHELE. PRIMA CHE SI IMBIANCHINO LE CANTINE
1991 ★ BRUNO LONGHI (prima versione)
2005 ★ BRUNO LONGHI (seconda versione)
2009 ★ EXILIUM_LA GRANDE CICATRICE
2015 ★ BRUNO LONGHI (terza versione)
2016 ★ KINDER [ Bambini ]
2017 ★ AKTION T4
2018 ★ ROSA WINKEL [ Triangolo Rosa ]
2019 ★ [BLACK] BRUNO LONGHI
2021 ★ VIALE SAN MICHELE. PRIMA CHE SI IMBIANCHINO LE CANTINE (visual)
2022 ★ PICCINE
2024 ★ PICCINE (seconda versione installativa)
2025 ★ BRUNO LONGHI_LE SORELLE
Il Progetto Permanente sulla Resistenza e l’Olocausto di Lenz Fondazione prevede in occasione delle Celebrazioni per il 25 Aprile 2026 un’installazione site-specific all’interno della Sala del Consiglio Comunale di Parma dal titolo Il Castello, installazione visuale e sonora sul programma di eutanasia delle persone disabili, già indagato poeticamente da Lenz nello spettacolo Aktion T4, creazione del 2017.
Si tratta di una rielaborazione artistica contemporanea sui temi della discriminazione, dello stigma sociale e della violenza istituzionalizzata delle persone nate con disabilità fisiche e psichiche durante il nazismo; l’installazione di immagini e parole_fiaba dei bambini disabili attiva la coscienza dei partecipanti attraverso un’esperienza ludico-infantile che si trasmuta in esperienza tragica.
L’installazione prende spunto plastico dal Castello di Hartheim, sede del centro di sterminio di Hartheim (in tedesco: NS-Tötungsanstalt Hartheim).
È stata una struttura di sterminio coinvolta nel programma nazista noto come Aktion T4, in cui i cittadini tedeschi ritenuti mentalmente o fisicamente non idonei vennero sistematicamente uccisi con gas velenosi.
Aktion T4 fu un programma nazista avviato nel 1939 e coordinato dal quartier generale di Tiergartenstrasse 4 a Berlino. Nel nome della “purezza della razza”, il regime organizzò l’eliminazione segreta di persone con disabilità mentali o fisiche, considerate “indegne di vivere”. Attraverso un sistema burocratico efficiente – dalla selezione dei pazienti negli ospedali al trasferimento nei centri di sterminio – migliaia di persone furono uccise nelle camere a gas e cremate.
Nonostante la propaganda cercasse di giustificare queste azioni come atti di “misericordia”, la popolazione e le Chiese iniziarono a opporsi, portando nel 1941 alla sospensione ufficiale del programma.
IL CASTELLO DI HARTHEIM
Il Castello di Hartheim, sede del centro di sterminio di Hartheim (intedesco:NS- Tötungsanstalt Hartheim) è stata una struttura di sterminio coinvolta nel programma nazista noto come Aktion T4, in cui i cittadini tedeschi ritenuti mentalmente o fisicamente non idonei vennero sistematicamente uccisi con gas velenosi. Questo era inizialmente un programma di eutanasia involontaria consentita dalla legge, apparentemente per consentire l'uccisione legale e indolore dei pazienti incurabili; questi omicidi continuarono anche dopo l'abrogazione della legge nel 1942 ed estesa a ebrei, comunisti ed altri considerati indesiderabili dallo Stato. Nel centro furono giustiziati anche i detenuti dei campi di concentramento non idonei al lavoro o ritenuti altrimenti problematici. Il centro di sterminio era ospitato nel castello di Hartheim nel comune di Alkoven, vicino a Linz, in Austria.
Nel giugno del 1945, nel corso delle indagini condotte dagli Stati Uniti nell'ex impianto di gassificazione di Hartheim, l'americano incaricato delle indagini Charles Dameron aprì una cassaforte di acciaio in cui furono trovate le statistiche di utilizzo di Hartheim: un opuscolo di 39 pagine prodotto per scopi interni del programma di eutanasia nazista (Aktion T4) contenente le statistiche mensili sulle gasazioni dei pazienti con handicap fisici e mentali, indicate con il termine "disinfezione" nel documento, effettuate nei sei centri di eutanasia istituiti sul territorio del Reich.
Nel 1968 e nel 1970 un ex dipendente dello stabilimento rivelò di aver compilato il materiale alla fine del 1942. Tra le pagine dell'opuscolo, una indica il conto che "la disinfezione di 70.273 persone con un'aspettativa di vita di 10 anni" aveva risparmiato in termini di cibo e altre risorse per un valore di 141.775.573,80 Reichsmark. Secondo le statistiche stilate, nella camera a gas di Hartheim furono uccise un totale di 18.269 persone, nel periodo di 16 mesi tra il maggio 1940 e il 1o settembre 1941. Queste statistiche coprono solo la prima fase del programma di eutanasia nazista Aktion T4, programma terminato con l'ordine di Hitler del 24 agosto 1941 dopo le proteste della Chiesa cattolica romana. In tutto si stima che ad Hartheim siano state giustiziate un totale di 30.000 persone tra persone malate, disabili e prigionieri dei campi di concentramento tramite avvelenamento da monossido di carbonio.
Installazione visuale e sonora re-edition di Aktion T4
Drammaturgia e imagoturgia | Francesco Pititto
Installazione | Maria Federica Maestri
Musica | Andrea Azzali
Cura progettuale | Elena Sorbi
Organizzazione | Ilaria Stocchi
Comunicazione e ufficio stampa | Giovanna Pavesi
Diffusione e cura grafica | Alessandro Conti
Cura tecnica | Alice Scartapacchio
Assistente di produzione | Giulia Mangini
Documentazione fotografica | Elisa Morabito
Produzione Lenz Fondazione in collaborazione con ISREC Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Parma