Re-edition 2025
da Edipo il Tiranno e da Mnemosyne di Friedrich Hölderlin
Drammaturgia, imagoturgia Francesco Pititto
Composizione, installazione, involucri Maria Federica Maestri
Musica Claudio Rocchetti, Johann Sebastian Bach
Interprete Tiziana Cappella, Sandra Soncini
Cura tecnica, luci Alice Scartapacchio
‘Come io conto uguale e come nulla io che vivo’ così un verso di Hölderlin ci indica la direzione per una partitura poetica dello spaesamento e della rivelazione: il senso della nostra esistenza si origina nel rovesciamento e nella perdita, si compie nella caduta, rinasce nella fatica della risalita.
Edipo Re di Sofocle, da cui Edipo il Tiranno di Hölderlin, è uno dei vertici dello spirito umano.
È la tragedia dell’uomo che spinge la sua ansia di conoscenza fin dentro l’oscurità del fato, per scoprire la verità della sofferenza umana, che mette in discussione ogni regola, ogni legge, ogni potere.
Hölderlin proprio su questo punta la sua attenzione: sull’uomo che, spinto dall’ansia di conoscere lo smisurato, fa della ricerca la sua grandezza, ma anche la sua rovina.
Maggiori informazioni sulla creazione Questa Debole Forza -->
Per visualizzare questo elemento devi abilitare i cookie di "esperienza" tramite il relativo pulsante. Puoi farlo cliccando sull’iconain basso a destra.