Trafissioni dall’Iliade e dagli scritti di Simone Weil
Drammaturgia, imagoturgia Francesco Pititto
Composizione, installazione, involucri Maria Federica Maestri
Musica Andrea Azzali
Interprete Tiziana Cappella, Aldo Rendina, Sandra Soncini, Carlotta Spaggiari
Cura tecnica, luci Alice Scartapacchio
Produzione Giulia Mangini
Cura progetto Elena Sorbi
Organizzazione Ilaria Stocchi
Comunicazione, ufficio stampa Giovanna Pavesi
Diffusione, cura grafica Alessandro Conti
Documentazione fotografica Elisa Morabito
Documentazione video Lapino Nero
Produzione Lenz Fondazione
Con il sostegno e la collaborazione dell’Università degli Studi di Parma
Dipartimento di Discipline Umanistiche Sociali e delle Imprese Culturali
Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie
Sistema Museale di Ateneo
MuDes Museo Diffuso delle Scienze – Collezione di Anatomia Normale Veterinaria “Alessio Lemoigne”
del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie
Si ringrazia Equine Team del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie Unipr per i contributi video
Parma, Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie, Collezione di Anatomia Veterinaria, 5 giugno 2025.
Della sofferenza animale.
Per una dissoluzione della determinazione gerarchica dei viventi. Primo capitolo del lavoro anatomico/drammaturgico sull’Iliade di Omero e sulle strutture che definiscono la sofferenza dell’animale umano e dell’animale non umano in un’analisi della violenza, dell’atto distruttivo e della guerra.
Alcuni dei brevi momenti che illuminano il paesaggio desertificato dell’epos omerico coinvolgono anche i cavalli, in particolare nel diciassettesimo Libro Xanto e Balio, donati dal padre Peleo ad Achille, Animali immortali con il dono della parola e della preveggenza.
Alla morte di Patroclo, che li guidava nello scontro con Ettore, i due cavalli pietrificati dal dolore decidono di non combattere più. Piangendo la morte del compagno umano si sottraggono all’orrore della guerra e all’imperativo della violenza.
Il sapere sensibile dell’Animale è una forma di conoscenza a cui ispirare il nostro sentire contemporaneo, ed è questo pensiero che permea CAVALLI, un processo di trasfigurazione in dodici preparati anatomici, scelti tra quelli presenti nella Collezione di Anatomia Veterinaria dell’Università di Parma, per dare corpo a una visione etica e poetica in cui l’animale “non umano” venga considerato unico e irripetibile come l’umano.
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