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La Scimmia di Dio


Progetto Lenz di Lenz


Jakob Michael Reinhold Lenz, precursore del Romanticismo tedesco, protagonista della novella Lenz di Georg Büchner, ammiratore di Shakespeare considerato il Genio, una breve poesia metafisica dell’autore dedicata al fantasma di Shakespeare, un’Attrice Sensibile, Barbara Voghera, e un Attore di grande esperienza artistica, Fabrizio Croci, allo specchio.

Il progetto

I progetti di Lenz Fondazione sono pluriennali e tematici: la guida per il triennio 2025_2027 è il nostro Atlante sulla Violenza, un’indagine drammaturgica che attraversa le letterature dell’epos, l’Iliade come mappatura originaria per una visione contemporanea della violenza e della sopraffazione, le trascrizioni degli scritti filosofici di Simone Weil e Hannah Arendt, le nuove cartografie del pensiero post-umanista per il superamento dell’antropocentrismo culturale, le traduzioni performative delle letture ecofemministe e antispeciste di Donna Haraway, per giungere a una contaminazione fra generi e spazi, pulsazioni poetiche e critica politica in una dinamica creativa che denuda le tradizioni, le spoglia dell’opacità del passato per trasferirle in esperienze estetiche che interrogano il presente.


‘Lenz di Lenz’ è un progetto pluriennale che conferma la fertile e straordinaria attualità delle visioni di Jakob Lenz attraverso le originali riedizioni drammaturgiche e imagoturgiche di alcune sue opere: Catharina von Siena, Shakespears Geist, I Soldati e la novella Lenz che Georg Büchner scrisse ispirandosi alla vita di Jakob Lenz.


Jakob Michael Reinhold Lenz vissuto nella seconda metà del Settecento è autore nomade e inquieto, a tratti toccato da turbe psichiche, illuminazione romantica per Georg Büchner e virtù moderna di Bertolt Brecht, anticipò, con la sensibilità sociale premarxista dei suoi drammi, i grandi temi del Novecento: l’antimilitarismo, l’ingiustizia sociale, la violenza contro le donne, la critica al patriarcato e al potere maschile dominante. È sotto il segno della sua filosofia antiretorica e della sua visione profetica della crisi dell’uomo occidentale, che Maestri e Pititto fondano nel 1985 Lenz Rifrazioni, dal 2015 Fondazione.

Crediti

Da Shakespears Geist di Jakob Michael Reinhold Lenz


Drammaturgia, composizione, imagoturgia Francesco Pititto

Installazione, costumi Maria Federica Maestri

Interpreti Fabrizio Croci, Barbara Voghera

Musica Andrea Azzali

Voce fuori campo Adriano Engelbrecth

Cura Elena Sorbi

Organizzazione Ilaria Stocchi

Comunicazione, ufficio stampa Giovanna Pavesi

Cura grafica, diffusione Alessandro Conti

Luci, allestimento tecnico Alice Scartapacchio

Responsabile di produzione Giulia Mangini

Produzione Lenz Fondazione

Un ringraziamento a Maurizio Ravasini per i frammenti del documentario filmico

Première 11 marzo 2026, Lenz Teatro, Parma

Introduzione

Jakob Michael Reinhold Lenz, precursore del Romanticismo tedesco, protagonista della novella Lenz di Georg Büchner, ammiratore di Shakespeare considerato il Genio, una breve poesia metafisica dell’autore dedicata al fantasma di Shakespeare, un’Attrice Sensibile, Barbara Voghera, e un Attore di grande esperienza artistica, Fabrizio Croci, allo specchio.

Questi gli elementi - in tensione osmotica - in campo, in un campo di onde elettromagnetiche corporee che rimbalzano particelle di parole e di memoria, spinte razionali e gesti animati da epifanie visive, “io qui o io non qui” come il bosone di Dio che, in quel campo d’azione, in un decimillesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo, dona massa e materia per poi trasformarsi e scomparire nell’universo. E noi, e i nostri corpi sulla scena, a imitatio et emulatio di Dio, diventiamo la sua Scimmia alla quale è concesso il breve tempo di un’ora per farci riascoltare gli echi di opere grandiose.


Nella capsula del tempo i contorni appaiono indefiniti, sfumati nel bianco ottico di un quadro colmo di busti di gesso, pezzi di statue, simulacri di ere ed eroi di un tempo di cui si attende ancora il grande ritorno. Lei e Lui attendono e il Fantasma si presenta.


Il Genio è riapparso, la Scimmia ha intonato il suo cri animal, grida e versi acuti, ruggiti potenti, grugniti, ma anche cinguettii e fischi come richiami di pace. Non più il femore innalzato ad arma della scimmia di “2001. Odissea nello spazio” ma la parola ritrovata e di nuovo arma di linguaggio, d’azione e gesto, di un movimento Sturm und Drang contemporaneo.


La Festa della Scimmia di Dio permane in chi c’è stato, in chi ha visto, partecipato.


Come creare le condizioni affinché l’avvento accada, l’apparizione del Genio, il Drammaturgo del tragico e del comico, la poesia in prosa che risuona e prende forma tutt’oggi in ogni teatro del mondo?


Il suo Fantasma però non sempre appare, non sempre si mostra ai suoi attori, alle sue attrici, non sempre si in-corpora diventando tutt’uno con l’umano, con lo spazio attorno, per il tempo limitato nel quale qualcos’altro vive oltre la vita, o dentro la vita.”

Due modalità di recitazione differenti. L’una privilegia la parola, perfettamente detta, scandita e portata all’ascolto armonico, musicalmente corretta. L’altra scomposta, ritmicamente improvvisata, faticosa all’ascolto, simile al vocal free-jazz, portata da gestualità irrituale, improvvisa e meravigliosa.


In corso d’opera le due modalità si presentano distinte, ripetendo in parte gli stessi testi shakespeariani intervallati da versi di Shakespears Geist di Lenz. Poi lentamente si avvicinano, si sovrastano, si combattono, si mescolano. Dall’agone esce un unico coro, parole ibride, mesciate, all’ascolto un sipario di parole che rimandano ad una foresta, dove i suoni animali significano distanze, pericoli, richiami, malattia o gioia, agoni amorosi o duelli feroci, senza parole ma tramite un linguaggio altro, di cui si riesce ad intravedere una trama, ancora in gran parte sconosciuta.


La scimmia di Dio, a imitazione ed emulazione del divino, tra consonanza e dissonanza può adesso intonare la dedica lirica al Genio del teatro, la differenza tra il to be or not to be e io qui o io non qui diventa questione più complessa, profonda, tra l’agire umano e l’esser-ci, per cosa e dove continuare a vivere o morire, tra ragione e sragione verso quale destino, insieme. Nel cimitero - o giardino - di teste di gesso rimangono figure di un quadro apocalittico, in formazione, in evoluzione, in rivelazione.


Il dipinto ha ora segni variopinti, cromatismi oltre la cornice, i personaggi non più necessari, rimangono gli attori, il Genio se n’è andato, volando all’indietro verso Dio.


L’Attore e l’Attrice in unico recitativo bisbigliano, balbettando, la loro voglia di vivere.

Immagini

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Biglietteria

Intero 12 €

Ridotto studentə / insegnante / dipendente AUSL / under 30 8 €

Ridotto Università di Parma 6 €

Riduzione per assistere ai due spettacoli La scimmia di Dio e Teste 16 €

Riduzione speciale (riservata a studentə UNIPR e studentə Istituto Toschi) per assistere ai due spettacoli La scimmia di Dio e Teste 8 €

Volontari della cultura: ingresso omaggio a n.2 spettacoli a scelta all'interno della stagione 2026 presso Lenz Teatro


Info e prenotazioni: tel. 0521 270141 | whatsapp 335 6096220 | mail info@lenzfondazione.it

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