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ILIADE #2 Ginocchia


Da Priamo che implora pietà inginocchiato ai piedi di Achille a George Floyd che muore steso a faccia in giù su un marciapiede soffocato dalla pressione sul collo del ginocchio dell'agente di polizia Derek Chauvin, un unico universo di violenze e sofferenze.


La nuova azione performativa mette al centro il corpo umano e si focalizza sulla posizione del perdente, dello sconfitto, della vittima che implora pietà davanti al carnefice - condizione orribilmente ricorrente nell’epos di guerra; mettersi in ginocchio è anche la posizione della gratitudine, del corpo che vuole rimanere a contatto con il basso, la radice, il non visibile, l’oscuro, l'ignoto e nello stesso tempo tendere verso l’alto, l’aria, l’altro da sé, sferico, luminoso, vibrante, sensibile.

Il progetto

ATLANTE SULLA VIOLENZA

Progetto triennale drammaturgico e di cultura visuale 2025_2027


L’Iliade non riuscirebbe tuttavia ad assurgere a poesia,

sarebbe solo un monotono paesaggio desertificato dalla forza,

se in essa non vi fossero disseminati qua e là momenti luminosi, momenti brevi e divini nei quali gli uomini hanno un’anima.

Simone Weil


Alla ricerca di questi momenti luminosi è indirizzata la pluriennale indagine drammaturgica e imagoturgica su quest’opera così fondativa del pensiero occidentale.

Verità e bellezza, tra figure divine ed eroi in perenne lotta, sembrano scandire parentesi temporali dove il tempo pare non esistere, o essere infinito e immortale come la vita degli dèi litigiosi e vendicativi. Parentesi dove la poesia si innalza al di sopra della ferocia di una guerra di cui si è perduto il senso, il fine ultimo della contesa.


Verità e bellezza di figure che emergono al di sopra della battaglia, della vittoria o della sconfitta, dell’onore e della gloria, dell’eroe la cui potente umanità emerge soprattutto nella debolezza di un pianto o nell’abbraccio di fratelli di sangue con il calare della notte, del ruolo imposto alle prigioniere della città sconfitta o nella pietà implorata di chi chiede il corpo insepolto del proprio figlio. Ma poi la guerra riprende ancora più violenta, e la vittoria si ottiene con l’inganno.


Per Simone Weil la guerra di Troia è il paradigma di ogni guerra; Omero ne ha saputo raccontare il Male e l’incapacità del male di contaminare il bene, la continua lotta tra forza e bestialità, la solitudine dell’eroe e la pietà, perché solo in queste parentesi di esseri mortali si risvegliano l’anima e il pensiero dalla notte buia di una guerra durata dieci anni. Il poema contiene in sé tutti gli elementi che daranno origine alla Tragedia nelle sue forme più complesse e compiute.


Ogni rimando etico-estetico al nostro presente necessita di un pensiero critico drammaturgico che tracci i confini tra pensiero epico, figura eroica e forma, tra forza e potere in campo per poterne trarre il vero significato: chi ha la forza ha anche il potere? o il vero potere è di chi non riconosce la forza e la violenza, dopo averle subite, come ineluttabili? Un teatro che abbia il proprio agone nella contemporaneità non ne può prescindere, la poesia - terribile arma di difesa - non ne può prescindere.

Crediti


Trasmissioni da Omero e dall’Iliade o il poema della forza di Simone Weil


Drammaturgia, imagoturgia Francesco Pititto

Composizione performativa, installazione, costumi Maria Federica Maestri

Campi sonori Andrea Azzali

Interpreti Tiziana Cappella, Francesca Grisenti, C.L. Grugher, Lorenza Guerrini, Aldo Rendina, Sandra Soncini, Carlotta Spaggiari

Performer in video Guglielmo Gazzelli, Paolo Maccini, Lino Pontremoli, Luigi Moia, Marco Cavellini, Massimiliano Cavezzi, Delfina Rivieri

Cura progetto Elena Sorbi

Organizzazione Ilaria Stocchi

Comunicazione, ufficio stampa Giovanna Pavesi

Diffusione, cura grafica Alessandro Conti

Cura luci Maria Federica Maestri, Alice Scartapacchio

Responsabile di produzione Giulia Mangini

Assistenza tecnica Lucia Manghi, Dino Todoverto

Documentazione fotografica Elisa Morabito

Documentazione video Amedeo Cavalca

Secondo operatore video Niccolò Morelli

Produzione Lenz Fondazione


Première 4 giugno 2026

Introduzione


TRASMISSIONI DALL'ILIADE


~ GINOCCHIO ~ GINOCCHIA ~ INGINOCCHIARSI ~ 62 RICORRENZE NEI 24 LIBRI DELL’ILIADE ~



«Entrò non visto il gran Priamo, e standogli accanto strinse fra le sue mani

i ginocchi d’Achille, baciò quella mano tremenda, omicida, che molti figli gli uccise»


«What do you want?» («Cosa vuoi?»), Floyd rispose: «Please, the knee in my neck,

I can't breathe, sir» («La prego, il ginocchio al collo, non respiro»)



  • Della sofferenza umana
  • In esecuzione per 8 minuti e 46 secondi
  • In supplica
  • In attesa dell’illuminazione
  • In attesa di perdono
  • In attesa di giustizia



Da Priamo che implora pietà inginocchiato ai piedi di Achille, a George Floyd che muore steso a faccia in giù su un marciapiede soffocato dalla pressione sul collo del ginocchio dell’agente di polizia Derek Chauvin, un unico universo di violenza e sofferenze.


Al centro della nuova azione performativa di Lenz è il corpo umano cementato nella posizione dei perdenti, degli sconfitti, delle vittime che implorano pietà ai piedi del carnefice, condizione tragicamente ricorrente nell’epos omerico.


  • In concatenazione familiare


ECUBA Genitrice_Tiziana Cappella

PRIAMO Genitore_Guglielmo Gazzelli

ETTORE Figlio_Paolo Maccini

PARIDE Figlio_ Lino Pontremoli

TROILO Figlio_ Luigi Moia

POLISSENA Figlia_Francesca Grisenti

ELENO Gemello di Cassandra_C.L. Grugher

CREUSA Figlia_Lorenza Guerrini

POLIDORO Figlio_Aldo Rendina

DEIFOBO Figlio_Marco Cavellini

POLITE Figlio_Massimiliano Cavezzi

LAODICE Figlia_Delfina Rivieri

CASSANDRA Figlia_Carlotta Spaggiari

ELENA Straniera_Sandra Soncini




IMAGOTURGIA PER GINOCCHIA


Debole non è chi supplica/Ma forte porta la guerra al cuore/ E all’anima/Di chi ti guarda/vede/

E poi ti ascolta/E ti darà la mano/E ti darà pietà/Ti farà nascere ancora/Ancora in piedi/

Fino a quando/Ti piegherai/Fronte a terra/Per ringraziare

Dal testo originale di Iliade #2 Ginocchia



Ecuba, Cassandra, Polissena, Creusa, Elena, Polidoro, Eleno, Priamo, Ettore, Paride, Troilo, Deifobo, Polite, Laodice queste le figure agenti di un’azione collettiva che per/forma un contemporaneo spazio anatomico e poetico. Sette corpi presenti e sette assenti, la cui assenza è tanto di più di una acuta presenza, e pensando a Cristina Campo e alla sua tigre/anima, la ferocia della mancanza della persona amata diventa un canto infinito, una preghiera per un’altra preghiera rivolta a chi la deve ascoltare nel mondo dei morti.


Priamo, Ettore, Paride, Troilo, Deifobo, Polite, Laodice indossano i volti di Guglielmo, Paolo, Lino, Luigi, Delfina, Massimiliano, Marco attori di una stagione indimenticabile dove performare significava abitare il confine tra vita reale e vita artistica, esseri dotati di poesia al naturale senza copertura o infingimenti. Nelle immagini/trasfigurazioni rivivono nello spazio di un anfiteatro anatomico introducendo i corpi reali e agenti di Francesca, Sandra, Lorenza, Carlotta, Tiziana, Aldo, Grugher in un dialogo tra il qui e l’altrove, in un unico spazio senza tempo.


Per chi agisce creando nuove forme dal vivo l’imagoturgia mostrerà le gambe, le ginocchia che si piegano e toccano terra, di fronte e di profilo in movimento lento della durata di otto minuti e quarantacinque secondi per ogni performer, ad avvolgere visivamente le sette sequenze di pietas umana, come gli stracci bianchi e i teli neri che colorano la sala anatomica ora teatro della violenza subita.




IL CORPO, LA VIOLENZA E LA VALUTAZIONE DEL DANNO


La forza è ciò che rende chiunque le sia sottomesso una cosa.


L’Aula Giorgio Canuto, del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma all’interno di uno dei Padiglioni storici dell’Ospedale Maggiore, è lo spazio del compimento performativo di Ginocchia.

Si presenta sotto forma di anfiteatro anatomico a gradini concentrici in legno al centro del quale il corpo umano sarà studiato e valutato dallo spettatore/osservatore.


L’architettura dell’aula manifesta il trionfo dello sguardo come nuovo mezzo privilegiato per accedere alla conoscenza del corpo oggetto di violenza e si apprende la competenza nella valutazione del danno alla persona nel campo della responsabilità penale, civile, assicurativo sociale e privato.


Lo spazio identificativo dell’esito della violenza perpetrata e subita dalle vittime diventa, attraverso l’installazione artistica, il luogo in cui dare riparazione alle vittime, esibendo i corpi violati, fornendo prove, testimonianze, documenti.




OFFERTORIUM


Installazione


Si riferisce al nome del canto processionale che accompagna la presentazione e la preparazione dei doni sull’altare per la celebrazione. Di tutti i canti è il più misterioso quanto alle sue origini ed alla sua evoluzione, strettamente connesse alla storia complessa del rito delle offerte sull’altare.

Gli elementi che compongono l’installazione sono presentati al vedere e offerti al toccare.



Elementi preesistenti nell’aula


Gradinata ad anfiteatro n. 6 ordini di sedute _ n. 4 scalinate _ n. 1 schermo m. 9.50

n. 1 lavagna m. 9.50 collocata sotto lo schermo _ n. 2 lavandini in ceramica

n. 1 cattedra in legno _ n. 1 monitor _ n. 1 podio per conferenze



Elementi installati


n. 4 lavandini dotati di acqua allineati a quelli già presenti _ n. 1 piccola vasca da bagno in plastica bianca

n. 2 wc _ n. 2 bidet _ n. 1 tagliere in acciaio e polietilene larghezza cm. 40x40 altezza cm.120

n. 1 lettino ginecologico _ n. 2 tavole per ginocchia in acciaio con ginocchiere e cuscinetti per cemento

n. 12 asciugamani di spugna bianchi _ n. 12 lenzuola bianche

kg. 50 di stracci bianchi pezzame di prima scelta da lenzuola di cotone



Elementi posizionati


Durante l’azione performativa in sequenze temporali successive

n. 5 roller in acciaio carrelli portabiancheria portata kg. 720 _ n. 1 barella con rotelle

n. 6 sacchi mortuari neri _ m. 50 di stoffa velluto nero

kg. 50 di stracci bianchi pezzame di seconda scelta materiale misto

Immagini

Media

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Info e biglietteria


Iliade #2 Ginocchia | 4-5-8-9-10-11-12 giugno 2026 | ore 20.45 | Aula Canuto


Installazione site-specific




Biglietteria


Intero 20 €

Ridotto studentə / insegnante / dipendente AUSL / under 30 / over 65 12 €

Ridotto Università di Parma e scuola Toschi 6 €


Info e prenotazioni: tel. 0521 270141 | whatsapp 335 6096220 | mail info@lenzfondazione.it

Indirizzo


Ospedale Maggiore, ingresso pedonale consigliato: via Gramsci 14, Parma

Viale Istituti Universitari, Traversa 3C, Aula Giorgio Canuto


Per raggiungere l'Aula Canuto è necessario percorrere 300 metri a piedi, partendo dall'ingresso principale di via Gramsci.


È possibile ingrandire la mappa con il percorso indicato cliccando qui

Brochure del progetto

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