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Hamlet Solo

Progetto decennale drammaturgico e di cultura visuale 2009_2019


Simboli, rituali, azioni autobiografiche della potente performance del 1969 di Joseph Beuys Titus-Iphigenia sono state ispirative per questo secondo capitolo del dittico dedicato al mito di Ifigenia. La drammaturgia originale di Iphigenia in Tauride di Lenz è tratta dal dramma di Goethe Iphigenie auf Tauris (1787) e dall’opera di Gluck Iphigénie en Tauride (1779).

Il progetto

SHAKESPEARE HAMLET

Progetto decennale drammaturgico e di cultura visuale 2009_2019


Il linguaggio teatrale di Lenz si fonda su un’estrema e radicale fedeltà alla parola del testo. Nella ricerca dello stato eroico dell’attore il teatro prende forma nell’oscillazione tra debolezza e forza, vulnerabilità e potenza del corpo parlante. Lo stato estremo del sentimento, la passione che muove e spinge verso la morte, l’uccisione tragica dell’eroe, la condizione del sogno e del reale, il mistero della condizione umana, sono generati dall’atto della parola, il pieno corpo della voce.


Ponte polifonico tra antico e moderno, tra generale e particolare, tra lingua e dialetto, l’Hamlet di Shakespeare si fa eco potente dell’arte del teatro nella contemporaneità e nel rinnovamento del linguaggio. Poesia, drammaturgia, regia, lavoro dell’attore – tra ventesimo e ventunesimo secolo – di nuovo a ricercare insieme le condizioni della nascita, dello svelamento, dell’esistere e del non esistere, dell’enigma e dell’impossibilità del rappresentare.

Introduzione

Io qui, o io non qui…

meglio che stia a soffrire i colpi tuoi, Fortuna

o difendermi

contro il mare dei tuoi colpi vigliacchi

e così, finire. Morire, dormire…

e poi il niente, e solo così

piantarla con il cuore crepàto


Summa di una lunga e profonda esperienza artistica con gli attori ‘sensibili’ iniziata oltre venti anni fa, le molteplici riscritture sceniche dell’Hamlet sono diventate un luogo poetico fondamentale nella ricerca teatrale di Lenz.


Dopo gli allestimenti alla Rocca dei Rossi di San Secondo, alla Reggia di Colorno e al Teatro Farnese di Parma, l’Hamlet di Lenz, per la regia di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, prende un’ulteriore forma scenica trasponendo la monumentalità artistica dell’opera in una sintesi di potente densità emozionale.


In questo Hamlet Solo si esplicita un dispositivo drammatico che rivela la natura orfana di Amleto, la sua inevitabile e assoluta solitudine scenica ed esistenziale; in un attraversamento senza respiro del testo, l’attrice implode dentro gli altri personaggi, unico strumento ‘vivo’ di una partitura visiva di spettri.


I dialoghi con Orazio, la Regina, il Fantasma del Padre, Guild and Rose, gli Attori, I Becchini, Re Claudio vengono inflessi nell’unico duello eroico possibile, quello dell’attore con se stesso.



Hamlet al Teatro Farnese di Parma


Dopo gli allestimenti monumentali dell’opera alla Rocca dei Rossi di San Secondo e alla Reggia di Colorno, l’Hamlet viene installato nelle sale museali del Palazzo della Pilotta e nel Teatro Farnese, considerato il più compiuto e maestoso esempio di teatro barocco del mondo.

Come nelle precedenti mise-en-espace, le diverse scene dell’opera shakespeariana si snodano lungo un percorso complesso attraverso i diversi luoghi della struttura architettonica, seguendo la fitta trama di un labirinto spaziale e mentale rifrazione dei molteplici nodi dell’enigma amletico contemporaneo.

Non esistono in Europa altri esempi – come l’Hamlet al Teatro Farnese – in cui si siano congiunte unicità del monumento storico e unicità del sentimento artistico e umano secondo modalità così sperimentali, l’accesso ai luoghi del privilegio da parte di chi mai ne ha posseduto alcuno con l’incarico “sovrumano” di esaltarne la bellezza in un unicum irripetibile.

L’eccezionalità dell’evento tra innovazione culturale e sensibilità sociale, tra storia e contemporaneità, tra patrimonio dell’umanità e arte performativa ha raggiunto una visibilità in campo nazionale e internazionale.



Hamlet alla Reggia di Colorno


La macroinstallazione di Hamlet nel complesso architettonico della Reggia di Colorno, monumento che conserva il ricordo della presenza manicomiale – l’ex ospedale psichiatrico è infatti pressoché contiguo all’edificio storico, rappresenta un passaggio artistico particolarmente significativo, di alto valore simbolico ed emozionale per gli attori ex degenti, che vi hanno trascorso parte della propria esistenza.

Nella creazione di Lenz Rifrazioni si stratificano tre monumenti dedicati all’inquietudine: il primo è quello testuale, l’Hamlet è il capolavoro fondativo del teatro e della letteratura occidentale moderna, il secondo è quello umano nella complessità ed enormità delle sue pulsioni: la “patologia” di Amleto, la rappresentazione della sua pazzia, coincidono infatti con il vissuto umano degli interpreti, vita e testo sono in totale adesione e in una compenetrazione poetica assoluta. Il terzo monumento è quello architettonico della Reggia di Colorno. Il Palazzo Ducale, con la sua forte plasticità narrativa, scandisce spazialmente le quattordici stazioni drammaturgiche che compongono la messinscena in un percorso performativo attraverso le sale del piano Nobile della Reggia, tra cui la magnifica Sala del Trono.



Hamlet alla Rocca di San Secondo Parmense


Nella creazione di Lenz Rifrazioni si stratificano tre monumenti dedicati all’inquietudine: il primo è quello testuale, l’Hamlet è il capolavoro fondativo del teatro e della letteratura occidentale moderna, il secondo è quello umano nella complessità ed enormità delle sue pulsioni: la “patologia” di Amleto, la rappresentazione della sua pazzia, coincidono infatti con il vissuto umano degli interpreti, vita e testo sono in totale adesione e in una compenetrazione poetica assoluta. Il terzo monumento è quello architettonico della Rocca dei Rossi di San Secondo. Un castello tardorinascimentale che si staglia nel paesaggio della bassa padana, separato dal piccolo centro storico del paese, quasi ad incarnare anch’esso una condizione di margine, di isolamento urbano. Allo stesso modo al suo interno sembra restituita un’analoga asimmetria spaziale, nell’alternarsi di stanze piccole, intime, raccolte e di grandi ambienti di rappresentanza e sfarzo esibito. La Rocca, con la sua forte plasticità narrativa, scandisce spazialmente le quattordici stazioni drammaturgiche che compongono la messinscena in una fruizione itinerante.

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Crediti

da William Shakespeare

creazione | Francesco Pititto | Maria Federica Maestri

traduzione | drammaturgia | imagoturgia | Francesco Pititto

regia | installazione | costumi | Maria Federica Maestri

musica | Andrea Azzali_Monophon

interprete | Barbara Voghera

attori in video | Liliana Bertè | Franck Berzieri | Guglielmo Gazzelli | Paolo Maccini | Vincenzo Salemi

luci | Nicolò Fornasini | Alice Scartapacchio

produzione | Lenz Rifrazioni

Rifrazioni

Università di Trento


Enrico Piergiacomi

Sognare "Hamlet Solo". Assolo d’ombre e corpi secondo "Lenz Fondazione"


Il capolavoro Hamlet Solo di Lenz Fondazione opta per questa seconda via, sensuale e onirica insieme. A interpretare Amleto è Barbara Voghera – attrice sensibile dal corpo minuto e fragile, ma dotato del grandissimo potere di far vibrare i sogni del giovane principe. Ne segue una rappresentazione in cui ciò che conta di più non sta nelle idee e nella trama, bensì nel ritmo delle parole e negli squarci visionari che l’artista riesce a creare dal vivo, dunque nella tessitura musicale e vitale della performance

Persinsala


Daniele Rizzo

De rerum natura et cultura: il perturbante secondo Lenz


Una sconcertante Barbara Voghera, la cui clamorosa qualità d’attrice ha saputo tenere magneticamente a sé per circa un’ora la scena, i personaggi e il confronto con il pubblico.

paneacquaculture.net


Matteo Brighenti

“Hamlet Solo”, lo Shakespeare scarnificato di Lenz Fondazione


Shakespeare è scarnificato, ridotto all’essenziale, e restituito attraverso soggetto, colore e prospettiva […] Il fuoco della regia di Maria Federica Maestri non sembra tanto comunicare la lotta di Amleto, quanto costruire un’atmosfera di decadente terrore, un senso di morte viscerale per un mondo che è già al di là della possibilità di cambiarlo.

Paper street


Giulio Sonno


Ci vuole tutta la sensibilità pragmatica di Lenz per prendere un classico inossidabile come l’Amleto e imprimergli una ulteriore spinta ermeneutica (cioè un’interpretazione inattesa) tanto spiazzante quanto immediata. Il dramma amletico, infatti, non è il “romantico” essere o non essere, ma essere o divenire.

Gazzetta di Parma


Maria Cristina Maggi


Nessuna finzione, nessuna retorica, ma un incontro emozionale con la contemporaneità e con sé stessi […] “Hamlet Solo”, toccante performance diretta da Maria Federica Maestri con una bravissima Barbara Voghera, attrice sensibile che con profonda verità ha incarnato la dolorosa poesia delle parole shakespeariane.

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