Krapp’s Last Post
Andrea Alfieri
Le poesie in esilio di Lenz Rifrazioni
[...] Per quanto la creazione conceda poco all’elusione di certi disagi d’intelligibilità, lo straniante senso di oppressione della materia trattata non intacca la conseguente idea di disumanizzazione che l’installazione visiva immette nell’anima della performance.
Mentre i paesaggi sonoro-rumoristi incastrano efficacemente l’esposizione scenica negli angoscianti territori del confino, l’imagoturgia dei video fondali sembra squagliare la realtà in una vorticosa fuga che tutto appare tranne che liberatrice, inghiottita dalle forme e dagli orizzonti di un’edificazione votata al disadattamento. Due vie distinte ma che conducono entrambe alla stessa condizione umana di sofferenza e oblio.
Come spesso accade in questo genere di componimenti teatrali, è la molteplicità di visioni ed interpretazioni che arricchiscono l’esperienza dello spettatore ad essere la misura della riuscita del lavoro.