È ancora possibile cantare, dopo aver ferito la città, mutilato l’infanzia e perso la memoria?
Dalla questione dolente di cosa resti del canto, quando il mondo è depredato della bellezza e della giustizia, prende forma Nabucco_Canto del Mondo mutilato, la nuova creazione site-specific di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, concepita su commissione del Festival Verdi per la Galleria Petitot del Complesso monumentale della Pilotta.
La nuova opera performativa e visuale di Lenz Fondazione rende il celebre ‘Va’, pensiero’ del Nabucco di Verdi materia contemporanea per riflettere su un presente solcato da dinamiche predatorie, che stanno portando alla distruzione di intere comunità ed ecosistemi.
12-13 ottobre ore 20.00 + 14-15 ottobre ore 19.00
Galleria Petitot_Complesso Monumentale della Pilotta
Commissione speciale Festival Verdi 2026
La drammaturgia di Francesco Pititto intreccia il libretto di Temistocle Solera, dal dramma Nabuchodonosor di Anicet-Bourgeois e Cornu, con le parole di Salvatore Quasimodo come interrogazione sulla possibilità di continuare a cantare davanti alla distruzione (E come potevamo noi cantare / con il piede straniero sopra il cuore, / fra i morti abbandonati nelle piazze / sull'erba dura di ghiaccio, al lamento / d'agnello dei fanciulli) e a quelle di Friedrich Hölderlin sulla speranza che l’umanità possa finalmente interrompere la diffusione e la reiterazione della violenza (Vieni ora / amata dalle stelle /ora! a darci un cuore nuovo che abiti dentro la vita! / Innocenti! / i bambini sono i più saggi.)
La composizione e l’installazione di Maria Federica Maestri trasformano il Complesso Monumentale della Pilotta in uno straniante paesaggio della memoria articolato in dodici quadri. La dinamica performativa – che si snoda dallo scalone monumentale all’atrio del Teatro Farnese fino alla Galleria Petitot - vede in scena le bambine e i bambini del Coro Voci Bianche del Teatro Regio di Parma preparati dalla Maestra del Coro Elena Scamuzzi, insieme all’attrice Valentina Barbarini e alla giovane performer Agata Pelosi.
Il NABUCCO_CANTO DEL MONDO MUTILATO si sviluppa a partire da due temi centrali — la guerra e l’esilio — che nella creazione di Lenz dialogano con la storia del luogo: nell’architettura ferita della Pilotta si rappresenta un mondo mutilato dalla violenza della guerra. La Pilotta fu profondamente colpita dai bombardamenti del maggio 1944: andarono distrutti oltre 15.000 volumi della Biblioteca Palatina, il Teatro Farnese e numerose parti dell'edificio. A memento del pericolo, segno della possibilità sempre presente della distruzione, rimane una crepa non cancellata dalla ricostruzione.
È in questo spazio violato, sul cui corpo sono ancora visibili i segni della devastazione, che il Va, pensiero verdiano torna a risuonare crudo, acerbo, balbettante, spogliato di ogni retorica, nelle voci di 29 bambine e bambini del Coro Voci Bianche del Teatro Regio di Parma, voce delle voci dell’umanità spezzata, dimenticata.
‘Il nostro lavoro vuole essere testimonianza agita di una doppia violenza, di una doppia perdita, di una doppia mutilazione: quella dell’infanzia e quella del patrimonio culturale’ dichiarano Francesco Pititto e Maria Federica Maestri. ‘Centinaia di piccoli orsi di peluche occupano la sala del Sapere, la Sala Petitot, a protezione dei confini il coro delimita l’accesso degli spettatori adulti, sentinelle di un nuovo territorio occupato dall’infanzia senza violenza e guerre’.
Gli orsetti delimitano un nuovo territorio, occupato da un’infanzia al riparo dalla violenza. Ma come i libri rimasti sugli scaffali della Biblioteca Palatina, che ancora oggi sembrano guardare increduli il vuoto lasciato dalla parete distrutta dai bombardamenti, gli orsetti testimoniano la fragilità dei viventi e delle opere umane.
Se il popolo di Nabucco è un popolo esiliato dalla propria terra, i bambini di oggi rischiano l’esilio dal proprio futuro. ‘Il corpo-patria dei bambini’, scrivono Maestri e Pititto, è ‘esiliato dalla propria infanzia, ferito dalla violenza della guerra’. Sono proprio i bambini, indicati da Hölderlin come i più saggi, a porre gli interrogativi più urgenti e tristemente inascoltati sull’origine sulle ragioni della guerra. (Chi ha cominciato? Chi ha portato la maledizione?) Con i versi di Der Frieden – La pace, bambine e bambini invocano una nuova primavera e nuovo cuore, capace di abitare la vita.
Per il tempo del NABUCCO_CANTO DEL MONDO MUTILATO di Lenz – opera corale e profondamente politica - bambine e bambini, esuli di ogni tempo, vittime della guerra e pubblico diventano parte di una stessa comunità, in cui la forza è la debolezza. A commento del lamento della scena IV, scrivono così Maestri e Pititto: ‘Un’umanità invisibile e silenziosa che abita i luoghi separati: gli ospedali, le tendopoli, le case di riposo, i rifugi sotterranei, le prigioni, gli orfanotrofi. L’umanità che non vogliamo guardare perché testimonia la nostra incapacità di richiedere giustizia, equità, amore per l’Altro, l’Altro che non sembra più avere nemmeno diritto al lamento. L’Altro che in questo nostro Nabucco, sussurrerà, mormorerà, griderà, canterà, oltre le note, il suo diritto alla vita, alla dignità, alla felicità’.
Due le performer che guideranno le azioni sceniche insieme al Coro: Valentina Barbarini, interprete disabile e figura iconica delle creazioni più significative di Lenz, e Agata Pelosi, entrata da bambina a far parte dell’ensemble artistico con la creazione del 2016 KINDER (Progetto Resistenza e Olocausto), spettacolo dedicato alla deportazione nei campi di sterminio dei bambini ebrei di Parma. Il progetto si avvale della consulenza musicale di Adriano Engelbrecht.
La creazione di Lenz NABUCCO_CANTO DEL MONDO MUTILATO fa parte della 26ma edizione del Festival Verdi, dal titolo Mondi lontani, nella sezione speciale Ramificazioni. Per la realizzazione del progetto Lenz Fondazione è stata premiata dalla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) attraverso l’iniziativa "SIAE con Art Bonus",finalizzata al sostegno di organismi culturali impegnati nella produzione di nuove opere teatrali, composizioni sinfoniche, opere liriche e coreutiche. Il progetto è realizzato inoltre con il contributo del Ministero della Cultura (MiC), del Comune di Parma e della Regione Emilia-Romagna.
Creazione site-specific per Festival Verdi 2026
Esfiltrazioni drammaturgiche dal dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera, dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu, liriche di Salvatore Quasimodo e Friedrich Hölderlin
Drammaturgia, imagoturgia_Francesco Pititto
Composizione, installazione, involucri_Maria Federica Maestri
Maestra del coro Elena Scamuzzi
Canto e azioni performative_Coro Voci Bianche del Teatro Regio di Parma
Performer_Valentina Barbarini, Agata Pelosi
Consulenza musicale_Adriano Engelbrecht
Assistente musicale_Lorenzo Marchi
Cura progetto Elena Sorbi
Organizzazione Ilaria Stocchi
Responsabile di produzione Giulia Mangini
Cura tecnica Alice Scartapacchio
Cura grafica, diffusione Alessandro Conti
Ufficio stampa Elisa Barbieri
Assistenza tecnica Dino Todoverto
Documentazione fotografica Niccolò Morelli
Documentazione video Amedeo Cavalca
Produzione Lenz Fondazione
Première 12 ottobre 2026
12-13 ottobre ore 20.00 + 14-15 ottobre ore 19.00
Galleria Petitot_Complesso Monumentale della Pilotta
Commissione speciale Festival Verdi 2026
Durata: 40 minuti
Biglietteria Teatro Regio di Parma
Biglietti acquistabili online sul sito del Teatro Regio o la sera stessa degli eventi, a partire da un’ora prima degli spettacoli, presso la biglietteria allestita alla base dello scalone monumentale del Complesso della Pilotta