"Hyperion"

Natura Dèi Teatri

È in corso a Parma la 21.ma edizione del festival promosso da Lenz. A Bologna il regista georgiano Levan Tsuladze dirige “La tartaruga” di Pirandello. A Milano, focus sul teatro catalano della vivace realtà performativa Zona K. A Napoli, il cileno Cristián Plana firma la messinscena di “Un tram che si chiama desiderio”. Infine a Genova “Faust’s box” di Andrea Liberovici con le voci di Bob Wilson ed Helga DavisRenato Palazzi

È in corso fino a sabato 10 dicembre al Lenz Teatro e al Museo Amedeo Bocchi di Parma la ventunesima edizione del festival Natura Dèi Teatri. Fra i titoli in programma, la terza parte del trittico della compagnia Lenz sull’Hyperion di Hölderlin (foto), con le musiche del compositore polacco Paul Wirkus (repliche fino al 26), la performance del croato Boris Kadin Que serra, serra (sabato 26 ), un Romeo e Giulietta in forma di concerto su una partitura di Carla Delfrate (1-3 dicembre), Blind spot dell’inglese Tim Spooner, un Macbeth dei Lenz realizzato con pazienti degli ex-Ospedali Psichiatrici Giudiziari (8-10 dicembre).

È, attualmente, piuttosto diffusa la prassi di lavorare teatralmente sulle novelle pirandelliane, più che sui testi drammatici. Si intitola La tartaruga il racconto dello scrittore siciliano affrontato all’Arena del Sole di Bologna dal regista georgiano Levan Tsuladze, che per Emilia Romagna Teatro aveva già allestito Memorie di un pazzo di Gogol. Il tema de La tartaruga, interpretato fra gli altri da Giovanni Franzoni, uno dei più bravi attori di Latella, riguarda le disavventure in cui incorre il protagonista per avere ricevuto in dono da un amico l’animale come portafortuna. Lo spettacolo viene rappresentato fino a domenica 27.

Come ogni anno, Zona K – una piccola realtà milanese molto attiva sul fronte internazionale – propone un focus sulle produzioni culturali di un Paese europeo, in questo caso su alcune delle esperienze più innovative del teatro catalano: da vedere, sabato 26 e domenica 27 nel cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco, Domini pùblic, la bellissima performance urbana di Roger Bernat, Birdie e Katastrophe dell’Agrupaciòn Señor Serrano, Leone d’Argento lo scorso anno alla Biennale di Venezia (rispettivamente l’1 e il 2 al Teatro la Cucina, il 3 e il 4 a Zona K), film e cinegiornali sulla guerra di Spagna.

È affidata al regista cileno Cristián Plana la messinscena di Un tram che si chiama desiderio prodotta dallo Stabile di Napoli e presentata da mercoledì 30 al Teatro Mercadante. Plana, che a Napoli aveva già allestito La signorina Giulia di Strindberg, affronta il capolavoro di Tennessee Williams in una dimensione sospesa fra il crudo realismo della vicenda e il delirio paranoico della protagonista. Lo spettacolo, che nel prossimo gennaio parteciperà al festival di Santiago, ha fra gli interpreti principali Mascia Musy, Massimiliano Gallo e Giovanna Di Rauso.

Faust’s box è una rivisitazione multidisciplinare del mito di Faust realizzata da Andrea Liberovici per lo Stabile di Genova, un viaggio – in tredici movimenti musicali – del personaggio goethiano dentro se stesso. Lo spettacolo si avvale della regia e della colonna sonora messe a punto dallo stesso Liberovici, dell’accompagnamento dell’ensemble francese Ars Nova diretto da Philippe Nahon, delle sagome in video della compagnia Controluce Teatro d’Ombre, della voce narrante fuori campo di Bob Wilson, mentre al centro dell’azione c’è la cantante statunitense Helga Davis. Da mercoledì 30 al Teatro Duse.

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