Da La Vita è Sogno di Pedro Calderón de la Barca
Traduzione, drammaturgia, imagoturgia Francesco Pititto
Installazione, regia, costumi Maria Federica Maestri
Interprete Barbara Voghera
Musica Claudio Rocchetti
Cura Elena Sorbi
Organizzazione Ilaria Stocchi
Comunicazione, ufficio stampa, promozione Michele Pascarella
Cura tecnica Alice Scartapacchio
Produzione Lenz Fondazione
Parma, Lenz Teatro, Habitat Pubblico, 8 ottobre 2020
L’interrogazione del capolavoro calderoniano – Che cos’è la vita? – si arricchisce di un ulteriore e fondamentale enigma filosofico: Chi sono io?
In un continuo rispecchiamento testuale, la dualità classica della coppia drammatica dei personaggi principe/servo (Sigismondo/Clarino – il gracíoso/fool dei drammi barocchi spagnoli) viene sottratta alla sua elementare e semplificante verità sociologica.
La figura del grazioso di Calderón de la Barca si appropria dei versi di Sigismondo, sospesi tra realtà e finzione, ponendo se stesso nella medesima condizione umana del protagonista, sulla stessa soglia tra il vero e il sogno, passato e presente, immaginazione e realtà.
Costretti nell’unico corpo psichico della straordinaria attrice sensibile Barbara Voghera, già fool shakesperiano nel Verdi Re Lear di Lenz, principe e servo si inseguono alla ricerca di una sola identità con l’unica certezza che ‘non c’è via di scampo dalla forza del destino e dal crudele fato; così è dunque vano ogni gesto, se alla Morte vuoi sfuggire è sicuro che vai a morire’.
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