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ESTRATTI RASSEGNA STAMPA LA VIDA ES SUEÑO

Corpi imbrigliati dentro costumi che sembrano non per caso strumenti di contenzione – corpi di anziani attori cantanti, di attori resi sensibili dall’aver attraversato la disabilità psichica, enfatizzati dal confronto con la giovinezza.
Gianni Manzella, il manifesto

Sono di struggente forza emotiva alcune sequenze. Come quella dell’Uomo e il suo doppio Bambino che si sfiorano e toccano il volto, le mani, specchiandosi l’uno nell’altro […] Infine un piccolo triciclo avanza, portato da una donna. Su di esso vi sale il Bambino. Percorrendo a ritroso la lunga sala, torna al punto iniziale sostando davanti al cumulo di stracci, massa cinerea e informe dal quale era uscito. [more]
Giuseppe Distefano, Artribune

Gli aspetti allegorici vengono assorbiti dalla verità dei corpi: uno spettacolo commovente ed emozionante. La Maestri e Pititto rileggono il testo più noto di Calderón de la Barca tra monologhi dolenti e vortici estetici.
Valeria Ottolenghi, Gazzetta di Parma

Scavo sul testo come reinvenzione di parole e di memorie antiche, metabolizzate in scenari onirici che parlano ai crepacci d’anima del presente.
Massimo Marino, Corriere della Sera – Bologna

Lo spettatore è libero di muoversi nelle sale espositive lasciate in penombra e di scoprire i personaggi del dramma inizialmente acquattati e immobili nelle loro nicchie di buio. Poi la musica: insinuante, frammentata, suadente, dissonante e dolorosa. [more]
Emanuela Zanon, Juliet – Contemporary Art Magazine

In La Vida es Sueño – auto sacramental (2019) – secondo capitolo del progetto site-specific triennale Il Passato Imminente – lo scambio tra quadri del Seicento e le immagini del reale è un dato folgorante. [more]
Petra Chiodi, Exibart

Tutto scorre inesorabile sotto le luci caravaggesche che intagliano le figure donando loro una strana e innaturale consistenza. Restano quei letti d’ospedale che accolgono vecchi e giovani uniti da una comune infermità legata all’umano agire/patire. [more]
Enrico Pastore, Rumor(s)cena

L’installazione, quindi, è punto di forza di questo auto sacramental che, attraverso immagini allegoriche conduce il protagonista, l’everyman e lo spettatore attraverso stati di conoscenza sempre più profondi e dolorosi.
Simona M. Frigerio, Traiettorie

Un plauso all’installazione nitida e ineccepibile composta da letti di ospedale che assumono diverse funzioni nel corso del racconto.
Luciano Uggé, Persinsala

Grazie a Lenz Fondazione per sognare uno spettacolo tanto poetico e un modo di lavorare senza barriere. Grazie per collocarci nuovamente davanti all’abisso.
Ignacio García, Direttore Festival di Almagro (Spagna)

La conduzione di questo lavoro, il suo modo di mettere in forma gli spazi della Pilotta, di coordinare interpreti così differenti fra loro e così concretamente – così creaturalmente – presenti, mi è sembrato davvero estremamente interessante.
Salvatore Tedesco, Università degli Studi di Palermo