QUESTA DEBOLE FORZA

PROGETTO HÖLDERLIN / PROMETEO
Installazione visuale e performativa site-specific nella Sala delle Statue del Museo Archeologico Nazionale di Parma

Non è un’opera. Né un melodramma, né una cantata, né un oratorio, né un concerto. È una tragedia composta di suoni, con la complicità di uno spazio, senza alcuna facilitazione scenica o visuale.
Luigi Nono

Prime considerazioni. Vedute
Mappa di navigazione, isole con isole, interno di un enorme Stradivari, tragedia di suoni e spazio. Non opera, non concerto: su questi riferimenti sarà svolto il lavoro di indagine e sperimentazione, come una nuova mappa da ricreare, isole da ricercare tra figure d’archeologia e segni contemporanei, le prime senza colore i secondi con il colore. O viceversa.
Come la partitura, gli appunti di Luigi Nono, quadri sonori tra pensiero matematico e sospensione filosofica, rifrazioni acustiche, memorie di voci e spazi di memoria. In particolare la ricerca indagherà i percorsi dell’Isola Seconda, il frammento del Canto di Iperione e del Destino di Friedrich Hölderlin. Hyperion: Schickalslied.”Voi camminate nella Luce/su terra morbida, felici Geni!/Di aria luminosa i respiri degli Dèi/toccano voi leggeri/come dita d’Artista/sacre Corde.”
Il lungo lavoro, appena terminato, su Iperione ci fornisce molteplici spunti creativi e poetici per poter indagare nel profondo il frammento indicato. Naturalmente alla ricerca del processo compositivo degli artefici dell’opera Nono, Cacciari e Piano tramite una videoinstallazione in relazione prossemica con alcune opere presenti nel Museo Archeologico di Parma.
Una liaison spaziale tra il Museo Archeologico, situato nel Palazzo della Pilotta e l’edificio industriale di fine ottocento che ospita Lenz Teatro potrebbe rappresentare un ulteriore campo di indagine, una interessante rifrazione tra il monumentale storico e l’architettura moderna, tra funzione storiografica e funzione culturale contemporanea. Come i due luoghi della prima e seconda rappresentazione dell’opera: la chiesa di San Lorenzo a Venezia e l’Ansaldo a Milano.

Museo Archeologico Nazionale di Parma
Il Museo diventa nella seconda metà dell’Ottocento una delle più ricche raccolte preistoriche dell’Italia settentrionale, incrementato poi dai ritrovamenti etruschi e romani degli scavi effettuati nei dintorni di Parma. Di grande impatto visivo sono i materiali provenienti dagli scavi del municipium romano di Veleia, tra cui spiccano le 12 grandi statue in marmo di personaggi della famiglia imperiale giulio-claudia (prima metà del I sec. d.C.).

 

QUESTA DEBOLE FORZA
Drammaturgia e imagoturgia | Francesco Pititto
Installazione e regia | Maria Federica Maestri
Musica | Claudio Rocchetti
Performer | Eugenio Maria Degiacomi (basso) e Chiara Garzo
In collaborazione con Teatro Regio di Parma e Complesso Monumentale della Pilotta
Produzione | Lenz Fondazione