LA VIDA ES SUEÑO

Progetto installativo realizzato negli spazi monumentali del Complesso della Pilotta di Parma suddiviso in tre anni:

2018  Il Grande Teatro del Mondo
auto sacramental di Calderón de la Barca

2019  La Vida es sueño
auto sacramental di Calderón de la Barca

2020  La Vita è sogno
dramma teologico-filosofico di Calderón de la Barca

Progetto per Parma Capitale della Cultura 2020
Nell’auto sacramental l’uomo, che è stato definito “una sintesi della storia teologica dell’umanità” (Valbuena Prat), caduto per il peccato originale, è ripristinato nel suo rango sovrano per mezzo della Redenzione; il “sogno della vita” è qui il sogno del peccato, e la teologia conferma, a ben più alto livello, la filosofia”. Il Potere, la Sapienza, l’Amore, l’Ombra, la Luce, il Principe delle tenebre, l’Uomo, la Terra, l’Aria, il Fuoco, l’Acqua, l’Intendimento, l’Arbitrio e la Musica: queste le PERSONAS dell’auto sacramental.

Scrive Jean Luc Nancy: “l’arte chiamata contemporanea non è semplicemente quella che si può datare a oggi. È detta contemporanea perché essa non eredita alcuna forma né referenza. Non può essere l’arte del sacro né quella della gloria, né quella di una presunta natura o destino dei popoli. Essa eredita soltanto l’enigma portato da questa parola – ARTE – che fu inventata nel momento in cui cominciarono a sottrarsi tutte le figure di una possibile “rappresentazione”. Essa è contemporanea della propria erranza e della nascita sempre incerta e tremante di forme che sarebbero proprie di un incontro mancato di tutte le proprietà ricevute”.

Pensiamo che il tempo del contemporaneo sia necessariamente discontinuo, l’artista contemporaneo aggiunge, divide, toglie, sostituisce il proprio tempo, lo “sente” nell’intimo, lo mette in relazione con altri tempi, sprofonda nel passato e si tende al futuro. “Nel contemporaneo tutto deve ancora accadere. E insieme è già accaduto” come riflette acuto Marco Belpoliti. E quel che accade è il presente, il nostro presente. Se poi la fisica moderna – soprattutto quantistica – tende ad escludere l’esistenza del Tempo, e ci comunica che l’attimo che viene non è uguale all’attimo che lo precede, e che non c’è linearità ma solo movimento concentrico di atomi che si spostano nello spazio, e che la sensazione è solo soggettiva e solo determinata dal movimento allora la nostra ricerca ha qualche fondamento.

Il continuo rifrangersi nell’opera classica, sia essa letteraria o poetica o visiva, diventa perciò, per noi prassi linguistica, costante nella ricerca estetica, nella metamorfosi di forme e di segni, nel ripetersi della Storia; indagine errante e incerta, balbuziente avrebbe scritto Paul Celan.
Come il Tempo dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo.

Il Grande Teatro del Mondo, realizzato in collaborazione con il Complesso Monumentale della Pilotta, e la messa in scena de La vida es sueño di Pedro Calderón de La Barca, prima in forma di auto sacramental contemporaneo e poi nella messa in scena del dramma in tutti gli spazi del complesso, costituiscono la nostra proposta triennale.

Il dramma barocco filosofico-teolologico rappresenta perfettamente la questione tematica che titola l’intero progetto: il passato imminente. Il monumento farnesiano tra periodo storico e contemporaneità, la drammaturgia che isola nello stesso spazio-tempo la vita e il sogno (e viceversa) e la relazione tra spazio urbano, fruizione collettiva e memoria attiva configurano un ipotetico quadro di sintesi e progetto per la capitale del futuro. La percezione del tempo individuale attraverso molteplici forme artistiche (installazione nello spazio, immagini videoproiettate, performance dal vivo, drammaturgia musicale tra barocco, moderno e contemporaneo) favorisce quel tempo comune – insieme allo spazio comune, la città – necessario a delineare identità comunitaria e nuove prospettive.

Il Complesso Monumentale della Pilotta può rappresentare quello spazio comune che ospita i diversi tempi della storia collettiva e individuale, come polo inclusivo delle diverse anime della Polis . Al progetto potranno partecipare attivamente, attraverso laboratori pratici, studenti del liceo artistico Toschi e di altre scuole della città, del Conservatorio Arrigo Boito e dei diversi Cori, dell’Università, del Distretto del Cinema in veste di documentaristi dell’intera esperienza. Ogni fase di allestimento si avvarrà di impianti tecnologici avanzati che ne documenteranno il work in progress e, in particolare per il site-specific, verranno impiegate le più avanzate tecniche di rappresentazione video e del suono.

LA VIDA ES SUEÑO
auto sacramental
Videoinstallazione + performance
Da Calderón de la Barca
Testo e imagoturgia | Francesco Pititto
Installazione, costumi e regia | Maria Federica Maestri
Musica | Claudio Rocchetti
Performer | Ensemble Lenz Fondazione
in collaborazione con Conservatorio di Musica A. Boito di Parma
Progetto site-specific per Complesso Monumentale della Pilotta
Cura | Elena Sorbi
Organizzazione | Ilaria Stocchi
Assistente di produzione | Loredana Scianna
Ufficio stampa e comunicazione | Michele Pascarella
Cura tecnica | Alice Scartapacchio
Produzione | Lenz Fondazione